Daily Archives: 9 March 2012
Il Motore di ricerca rilascia 7 consigli ai web hosting per evitare le penalizzazioni di Google
Sappiamo bene che google è sempre in cerca di siti spam da penalizzare o addirittura bannare in modo da non dare agli utenti risultati inutili o scadenti. Per tutti i web hosting che non vogliono vedere i propri siti bannati dal motore di ricerca, google ha condiviso 7 consigli preventivi.
Perchè google penalizza i siti di web hosting rimuovendoli dagli indici
Google ha garantito a se stesso il diritto di rimuovere i siti dai propri indici nel caso in cui questi non rispettassero le linee guida del motore. Combattere lo spam è da sempre un grosso problema per google specialmente per i siti che creano dozzine o centinaia di altri siti contenenti pochi contenuti originali, contenuti duplicati, autogenerati, o in generale di scarsa qualità.
Come Google ha dichiarato: “Abbiamo visto che alcuni web hosts e servizi di sottodomini sono diventati le maggiori fonti di malware e spam. Ci sforziamo di essere cauti nelle nostre azioni cercando di proteggere i nostri utenti e la qualità dei risultati di ricerca, ma se vediamo una frazione molto ampia di siti su un web host specifica che sono spam o distribuiscono malware, potremmo essere costretti ad agire sul web host nel suo complesso.
Un caso lampante: 11 milioni di sottodomini co.cc sono stati rimossi dagli indici la scorsa estate a causa di un gran numero di siti che sono ”spam” o “bassa qualità”.
L’aggiornamento di Google Panda è stato creato a scopo di verificare siti con ”sottile” o “bassa qualità” di contenuto, come lo è stato l’introduzione di un algoritmo di spam che precedeva Panda nel gennaio 2011, il quale ha ritenuto spam circa il 2% dei risultati di ricerca.
I 7 Consigli per evitare la penalizzazione di Google
Cosa succede quando un servizio di free hosting viene infestato da spammers? Semplice Google può bannare tutti i siti dai propri risultati organici di ricerca.
Per prevenire ciò ed evitare un consumo di banda eccessivo, google suggerisce:
- La pubblicazione di una politica chiara sugli abusi e di comunicarla agli utenti per garantire la trasparenza su quello che è considerato attività ”spam”.
- Usare CAPTCHA o altri strumenti di verifica in modo da consentire solo l’utilizzo “umano” e prevenire la creazione automatica di siti sul nostro servizio di hosting tramite script.
- Monitoraggio dei segnali di spam tra cui redirects, un gran numero di annunci pubblicitari e keywords spam. Google ha recentemente annunciato un algoritmo che verifica il layout delle pagine penalizzando quelle con troppi annunci pubblicitari.
- Tenere traccia delle iscrizioni e identificare segnali di spam com il tempo di completamento del form, il numero di richieste dallo stesso IP, gli user name utilizzati.
- Controllare i log dei files per verificare improvvisi picchi di traffico per un sito appena creato.
- Monitoraggio di pagine infette da phishing o malware.
- Rilevare la lingua dei siti appena creati (es. migliaia di siti giapponesi che appaiono durante la notte in un sito di web hosting polacco)
Questi consigli possono essere applicati anche su siti che hanno contenuti generati dagli utenti come ad esempio i forum e webmasters che stanno prendendo in considerazione la creazione di un sito web gratuito. Se un servizio di free hosting non segue questi 7 consigli può facilmente essere vittima di spammers e contemporaneamente della penalizzazione di Google.
Marketing non-convenzionale: definizione e strategie
Sino a qualche anno fa il marketing era conosciuto come l’insieme di quelle tecniche che consentivano di conoscere il mercato e di farsi conoscere da questo, nel tentativo di sconfiggere o superare i concorrenti.
Con l’avvento del web anche il marketing è cambiato, spostando la sua attenzione dal concorrente al cliente, ovvero alla sua conquista e fidelizzazione, il tutto senza considerare che la diffusione dei nuovi media ha richiesto un aggiornamento che ha appunto determinato la nascita del marketing non-convenzionale.
Questa definizione appare per la prima volta nel 2004 per indicare appunto questa nuova forma di marketing basata principalmente sui nuovi media i sociali network ma anche su soluzioni hardware e software user-friendly e quindi economiche. Il termine “non-convenzionale” era stato appunto adottato per indicare l’adozione nelle strategie di marketing di tattiche basate sull’effetto sorpresa, ma anche sul WOM (word-of-mouth), ovvero il passaparola.
Punti di forza del marketing non-convenzionale sono quindi la creatività, la trasgressione e la sorpresa, adottando quindi una forma di comunicazione basata sulle emozioni. Ne consegue che la creazione di un progetto di marketing finisce con il puntare sulle aspettative ancor prima del lancio di un prodotto, andando ad indirizzarsi soprattutto a influencer in modo che siano proprio questi a dare il via all’effetto WOM.
Marketing non-convenzionale: gli strumenti
Ma quali sono le principali strategie adottate dal marketing non-convenzionale?
• Viral Marketing: Si tratta di una strategia che mira a diffondersi in maniera spontanea tra gli utenti, andando in un primo momento ad interessare soltanto utenti di nicchia per poi propagarsi agli altri grazie alla Rete. In quest’ottica è chiaro come i social network favoriscano le azioni di virial marketing
• Ambient Marketing: Detto anche Ambient Advertising placed-based advertising, l’ambient marketing consiste nell’utilizzare uno spazio fisico come strumento di comunicazione per veicolare un messaggio pubblicitario
• Guerrilla Marketing: Si tratta di un insieme di tecniche di comunicazioni non convenzionali che ha come scopo quello di ottenere il massimo dei risultati con il minimo investimento. La caratteristica principale del Guerrilla Marketing è l’effetto sorpresa attraverso immagini o video
• Buzz Marketing: E’ il passaparola ottenuto attraverso una buona campagna di marketing, costruita sia attraverso attività online che off-line avete come scopo proprio quello di mantenere viva l’attenzione su un determinato argomento
• Seeding&Tracking: Il Seding sta ad indicare tutte quelle attività comuni al media planning tradizionale, mentre il Tracking consiste appunto nel tracciare l’andamento di una determinata campagna utilizzando nuovi strumenti
