Black Hat SEO

Black hat seo e White hat seo: il diavolo e l’acqua Santa

Nel corso degli anni di tecniche seo online se ne sono sviluppate tantissime, di alcune abbiamo visto l’evoluzione, ed altre le abbiamo viste “morire”.
Le strategie seo online come ben sappiamo cambiano continuamente a seconda dei mutamenti degli algoritmi dei motori di ricerca e mentre alcune restano “lecite” altre invece sono considerate “illecite”.
In altre parole parliamo di tutte quelle attività che fanno parte della sfera del “White hat seo” e quelle che rientrano nel “Black hat seo”.
Le tecniche white hat sono quelle che consentono di raggiungere le vette dei motori di ricerca con metodi accettati da Google che però magari richiedono tempo e fatica, mentre quelle black sono forzature considerate armi a doppio taglio in quanto possono sia portare risultati che al contrario provocare disastri come la penalizzazioni o addirittura il ban da google.
Vediamo dunque quali sono le principali tecniche di White hat seo e Black hat seo.

White hat seo

- Link building: è attività che cerca di ottenere link da altri siti di qualità attraverso articoli, scambio link, forum etc.
- Contenuti: ormai ritenuti alla base di un buon posizionamento devono essere originali, di qualità e mai duplicati o copiati.
- Keyword density: ovvero la dose di parole chiave che si usa in un testo del sito da posizionare, deve risultare equilibrata quindi avere una densità tale da tematizzare la pagina o il sito senza però entrare nello spam.
- Quantità dei testi: come abbiamo detto prima il contenuto è importante ma anche il suo numero e il suo aggiornamento sono aspetti importanti infatti più i testi vengono aggiunti e aggiornati e più il sito diverrà rilevante per il motore.
- Codice: il codice di un sito e dunque la struttura deve essere scritto in maniera ordinata e pulita, per meglio dire semantica quindi facile da leggere per il motore di ricerca e che di conseguenza crei un sito facile da utilizzare per l’utente.

Black hat seo

- Keyword stuffing: sarebbe il contrario della keyword density ovvero “spammare” con le parole chiave all’interno di un sito rendendolo poco usabile e dai contenuti insensati.
- Testo e link nascosti: questa è una delle tecniche seo che dovrebbe essere considerata “morta” ma che in realtà qualcuno ancora usa, ovvero inserire link e testi di spam nascosti all’interno del codice html in modo tale che l’utente non possa accorgersene ma il motore di ricerca si.
- Cloaking: sarebbe la creazione di una pagina apposta per gli spider dei motori di ricerca che però non viene visualizzata dall’utente.
- Pagine doorway o gateway: sono pagine create apposta per attrarre i motori di ricerca e dunque piene di keywords che agli utenti non sono per niente ma che possono ipoteticamente salire in cima ai motori.

Sebbene le tecniche di Black hat seo sopracitate risultino al quanto obsolete oggi, c’è chi ancora tenta di utilizzarle per scalare le serp.

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