Corso Web Marketing Strategy Padova

Per chi lavora nel campo del web marketing, vorrebbe lavorarci o coglie ora più che mai le potenzialità dell’applicazione di strategie di web marketing alla propria attività, uno dei modi più efficaci di sfruttarne a pieno le potenzialità è l’informazione.

Sapere è potere, recita un noto aforisma, e in campo web marketing il potere è dato dalla frequenza a corsi di web marketing. Si è tenuta a Padova la prima edizione del corso Web Marketing Strategy, 20 ore di lezione frontale in aula per conoscere gli ambiti principali del web marketing, quali SEM (in particolare SEO e Google Adwords), Landing Pages e Facebook Advertising.

Tutti mezzi per un unico fine: la conversione, che il più delle volte nel web marketing si realizza come vendita di un prodotto o raccolta di contatto di utenti potenzialmente interessati a un servizio, detta Lead Generation.

Il corso, tramite il ricorso a case histories, esercitazioni pratiche cucite su misura del business dei partecipanti ha cercato di fornire conoscenze concrete, aggiornate ed immediatamente applicabili in campo web marketing, come testimoniato dai riscontri ottenuti dagli allievi e visibili sul sito del corso, www.webmarketingstrategy.it.

Le strategie di link building molto spesso sono portate avanti in modo a dir poco improvvisato, senza una chiara idea di dove si andrà a parare. Niente di più sbagliato: la pianificazione è indispensabile, e  un approccio professionale e duraturo per il link building deve invece partire da una considerazione basilare: qual è l’obiettivo finale del mio lavoro?

Le risposte possono essere diverse, si può infatti puntare:

-          Alla creazione di una nuova fonte di traffico

-          A variazioni nel pagerank (per quanto tale valore possa essere indicativo)

-          Ad un aumento della visibilità generica

-          A miglioramenti di ranking per chiavi specifiche

 

Molti webmaster scelgono di utilizzare tool automatizzati: si tratta palesemente di una scelta che porterà a link di breve durata, dalla qualità media quanto meno discutibile. Non è una scelta necessariamente errata: dipende da quanto emerge dal secondo, necessario step di una strategia di link building: ci si deve chiedere, quanto devono durare questi link? Naturalmente la creazione di contenuti interessanti, con conseguente ingresso di link naturali, è la scelta più indicata: ma si tratta, appunto, di una scelta.

 

Il terzo passo è decidere se vale la pena rischiare, e quanto. La manipolazione è sempre presente, e dev’essere chiaro: lo stesso concetto di creare contenuti interessanti per attrarre link rientra nel concetto di manipolazione. Però in questo caso il termine più giusto è dire che si conoscono le regole del gioco. Molto diverso è dedicarsi all’acquisizione di link innaturali: potete farlo, ma sappiate potreste anche beccarvi un spam report fra capo e collo, o per un qualunque motivo essere individuati dai motori di ricerca. In quel caso, siate pronti ad accettare che il sito del vostro cliente sprofonderà nelle SERP. Ve la sentite di affrontare questo rischio?

 

Il passo successivo consiste nell’individuare da quali fonti potete cercare di attrarre link: fate una lista. E soprattutto, considerate che potreste non aver bisogno di tool per la ricerca di link: sono carini, sono giocattoli divertenti, ma non esistono fonti segrete cui possano accedere, e probabilmente finirete con l’avere link dalle stesse fonti dei vostri competitor: una strategia rivedibile, o adatta a SEO alle prime armi. Verificare l’approccio al link building può essere un buon metodo anche per valutare lo spessore di una web agency, a  Verona come a Palermo, ad Aosta o a Milano.

Google penguin, il nuovo algoritmo di Google introdotto verso fine aprile 2012 ha devastato il web. I seo in questi ultimi anni prendevano con le pinze le dichiarazioni dell’ingegnere di Google, Matts Cutts. Sappiamo bene come molti algoritmi annunciati dall’ingegnere erano solo dei modi per spaventarci, eppure questa volta Google non scherza, è davvero in grado di penalizzare i siti troppo ottimizzati. Ma questo vuol dire che dobbiamo diventare buoni come le pecore e stare attenti a rispettare le regole di Dio Google? No, altrimenti il nostro lavoro di Seo muore. Quindi possiamo continuare a fare tutto ciò che abbiamo fatto prima di aprile, ottenere link, scambiare link, comprare link ecc. Più che altro è importante agire con molta precauzione. Tutto ciò che può sembrare naturale fatelo.

- Se acquistate dei link, Google non lo può scoprire, sopratutto se vi affidate a servizi seri come teliad

- Gli scambi link se vengono fatti con siti della stessa nicchia potete farli tranquillamente, di certo se volete inserire anche qualche link non a tema nessuno ve lo impedisce e Google non penalizza fino a quando non nota un eccesso

- Volete utilizzare software automatizzati per commentare nei blog o forum? Fatelo! i link di bassa qualità sono importanti per la crescita del vostro sito, più che altro dovete stabilire una strategia seo per non superare i limiti consentiti.

Ad esempio potete fare in modo di ottenere un 70% di link da siti della stessa nicchia mentre il 30% restante di link può essere non a tema

 

Inoltre potete pensare di ottenere un 70% di link da siti / pagine di buona e media qualità, mentre il restante 30% di link può essere di bassa qualità (commenti in blog e forum tramite software automatizzati tipo xrumer)

Ricordate che Google riconosce anche la provenienza dei link che ricevete, quindi:

Potete ottenere un 70% di link provenienti dalla vostra nazione (ovvero da siti Italiani nel nostro caso) ed il restante da siti internazionali

Le mie sono semplicemente delle percentuali basate su un mio modo di vedere le cose, ovvero basandomi su quello che potrebbe essere l’equilibrio e il limite che Google tollera. Google sà benissimo quando un sito è troppo ottimizzato quindi potrebbe essere ottimizzato anche seguendo alla lettera tutte le sue istruzioni, che in tal caso non indurrebbe in penalizzazioni, ma neanche in crescite ottimali

SEO è l’acronimo di “Search Engine Optimization”. Il punteggio di un sito web o il posizionamento all’interno di un motore di ricerca dipende da centinaia di variabili quali la link popularity, la densità e la frequenza delle parole chiave nel contenuto della pagina, il codice HTML, i temi del sito e altro ancora.  Esistono diversi modi per ottimizzazione un sito, vediamo i più incisivi:

Link Popularity
Molti motori di ricerca viaggiano attraverso i link che partono da una pagina web e portano ad un’altra pagina web. Google, attualmente, è la più famosa Spider-driven tra i motori di ricerca, (vedi le ultime novità del colosso su http://www.ipader.it/news/primo-spot-per-il-nuovo-google-nexus-7-camping-12607). La sua banca dati conta attualmente circa 4 miliardi di pagine indicizzate ed è conosciuto per la capacità di scovare le informazioni più rilevanti: lo spider di Google trova i siti viaggiando attraverso i link. Quindi, più siti riportano a voi, più importanti diventate agli occhi dei motori di ricerca, perché siete considerati ricchi di contenuti. Inserirsi nella Link Popularity non è difficile, è possibile farlo in molti modi: presentarsi alla directory on-line, scambio di link con partner commerciali e siti connessi con l’industria, o partecipare a Link Building.

Contenuto della pagina
Gli spider dei motori di ricerca useranno i contenuti del vostro sito per determinare di quali argomenti vi occupate, il che a sua volta, aiuterà Google a valutare il vostro sito e a classificarlo in base a delle frasi chiave specifiche (ecco qualche consiglio su come configurare Google http://www.ipader.it/guide/come-sincronizzare-lipad-con-google-calendar-8358). Per questo motivo, la ricerca di parole chiave è fondamentale per ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca e proprio per questo dovrete tracciare la vostra strategia SEO. Avrete bisogno di sapere quante persone sono alla ricerca di determinate frasi e parole chiave.

Search Engine Optimization
Alcuni studi hanno dimostrato che il miglior posizionamento nei motori di ricerca si ottiene mediante le forme tradizionali di pubblicità, quali, snail mail, spot radiofonici e televisivi. L’ottimizzazione dei motori di ricerca è il metodo principale per guadagnare un posto nella top 10 dei motori di ricerca. Yahoo! PPC e Google AdWords rappresentano un ottimo modo per aumentare il traffico velocemente al vostro sito web. In pratica si tratta di un sistema pubblicitario di cui pagherete  i costi solamente quando un utente clicca sul vostro annuncio.

Altre variabili che hanno un impatto sul posizionamento motori di ricerca sono i seguenti:  Redirect 301: il miglior mezzo per reindirizzare i motori di ricerca al vostro dominio.
Temi Web: Creare un sito ricco di contenuti suddivisi per “temi”.

In pieno periodo “post Penguin” la maggior parte degli addetti ai lavori sta ancora leccandosi le ferite e confrontandosi con i colleghi per capire come risollevare i siti penalizzati e finiti nell’inferno del dimenticatoio di Google.

Per quanto riguarda i clienti, questi iniziano a farsi sempre più domande su quale possa essere l’agenzia link building più adatta al loro caso. In questo articolo cercheremo di darvi qualche dritta che a nostro modesto avviso vi potrà essere di enorme aiuto quando dovrete valutare con quale agenzia lavorare.
In primo luogo iniziate a diffidare di chi vi parla di “Network”, orma come mai fare link building solo un network di siti è la cosa più sbagliata da fare. Le garanzie che dovete chiedere sono le seguenti:
1) Ogni sito deve avere un IP unico (al massimo due siti su uno stesso IP)
2) Ogni sito sul quale andiamo a postare dovrebbe avere un valore DOM/POM pari almeno a 30, fattore visionabile sui tool offerti da Majestic SEO.
3) I contenuti scritti devono essere utili al navigatore e non semplici articoletti messi li per dar spazio ad un link.
4) Controllate bene che ogni sito che andrà a linkare il vostro a sua volta non sia linkato da siti pornografici o a sfondo sessuale in generale.
5) Controllate anche che il sito che vi linka sia posizionato su Google con almeno un paio di keywords.
Queste sono 5 regole che la vostra agenzia dovrebbe sempre assicurarvi ,senza mai dimenticare la contestualità e la tematicità degli argomenti giocano sempre un ruolo fondamentale nel posizionamento.

Come scrivere un blog in maniera efficace sfruttando i social media

Quando scrivi un post per il tuo blog ti sei mai chiesto se questo è scritto “nella stessa lingua” del tuo pubblico? Se stai usando parole e frasi alle quali esso può relazionarsi? Oppure io tuoi post sono un semplice collage di “paroloni” che solo tu e pochi eletti potete comprendere? Se non usi lo stesso linguaggio del tuo pubblico non fai altro che danneggiare te stesso in diversi modi:

1. La solita solfa: usare “paroloni” oppure termini tecnici preciso non ti renderà diverso dai tuoi competitors. Ciò che ti serve è usare parole che ti aiutino ad “emergere”.

2. Far scappare le persone: se i tuoi lettori trovano le classiche frasi e parole sentite e risentite non faranno altro che cercare qualcosa di originale altrove.

3. Troppa competizione: se stai cercando di battere i tuoi competitors sui motori di ricerca, usare le loro stesse parole non ti aiuterà ne dal punto di vista del ranking ne da quello dei click in quanto la maggiori parte dei tuoi potenziali clienti non ti cercheranno con quei “termini”.

Per fortuna i social ci vengono in aiuto per capire facilmente qual è il tipo di linguaggio che il nostro target di riferimento usa e sul quale puntare. Vediamo dunque come sfruttare i Social Media in questo senso:

Studiare il linguaggio del tuo pubblico sui Social

Il metodo più veloce ed economico per “estrarre” il linguaggio del tuo pubblico è vedere cosa scrivono sui siti social:
Twitter, Facebook, Google+, and LinkedIn: quali parole le persone usano per i tweet o i post su facebook? Sono le stesse che usano per commentare e rispondere ai post? Segui i blogs: potrai scoprire cose ancora più interessanti leggendo i post sui loro blog. Visita i forum: cerca su google i maggior forum del tuo settore, vedi quali domande postano e il linguaggio che usano per rispondere. Inoltre è interessante verificare quale topics genera maggior interesse.
Evita i blog aziendali: come potrai vedere tu stesso le persone non usano termini tecnici e leggere blog aziendali non farà altro che farti imbattere esattamente in quelli. Cerca gli Hashtags di tendenza Sebbene twitter faccia ancora un po’ di fatica a spiccare il volo in Italia è comunque più utilizzato rispetto all’anno scorso e dunque fare uno studio degli Hashtags più popolari può sicuramente dare dei dati interessanti sui termini di ricerca.

Usa gli Insights di Facebook per entrare nella testa dei tuoi lettori

Gli Insights di facebook ti possono aiutare a capire quali sono i contenuti della tua pagina con i quali interagiscono di più e che quindi attirano maggiore interesse. Una volta capito il tipo di linguaggio e di contenuto il tuo audience utilizza potrai scrivere dei contenuti più efficaci che possono portare anche conversioni. Ciò che non dobbiamo dimenticare è che questo tipo di studio va fatto costantemente in quanto come ogni cosa anche il linguaggio dei nostri clienti può mutare nel tempo e richiedere nuovi adattamenti da parte nostra.

Ottimizzazione pagine web: creare una pagina seo friendly

I punti da tenere in considerazione per ottimizzare le pagine web

Si sente spesso parlare di ottimizzazione pagine web, siti seo friendly e così via ma sappiamo davvero come si fa a creare una pagina ad hoc per i motori di ricerca?
Vediamo insieme quali sono i punti da tenere in considerazione per creare una pagina web ottimizzata.
La premessa da fare è che in generale su ogni singolo elemento che andremo ad analizzare ci sono sempre stati dibattiti riguardo il grado d’importanza o meno di ognuno di essi, ma ciò che possiamo dire è che in un certo senso l’ottimizzazione di pagine web è l’insieme di piccoli fattori, a volte anche poco rilevanti, che nell’insieme creano un sito seo friendly.

URL

Sembra scontato eppure analizzando diversi siti web capita spesso di vedere url scritti male, con linguaggi di programmazione, piuttosto che uno che contenga la parola chiave che ci interessa. Quindi la prima cosa da fare è includere la parola chiave nel dominio se possibile, e dare alle singole pagine un nome sensato.

Title e Meta tag

Che siano fondamentali lo sappiamo ma ciò che dobbiamo tenere presente è che devono essere originali e soprattutto unici per ogni singola pagina. Questo in sostanza è il primo step da fare per l’ottimizzazione pagine web.

Ridurre il codice al minimo

Se guardiamo al codice di alcuni siti è facile immaginare come potrebbe essere ridotto e dare allo stesso tempo lo stesso identico risultato alle pagine in questione, ed è proprio quello che bisognerebbe fare durante la creazione di un sito web. Uno dei fattori che negli anni è diventato importante per google è la velocità di caricamento delle pagine web sia perché in questo modo le pagine vengono scansionate, e dunque indicizzate più velocemente, sia per l’utente che ha meno difficoltà a navigare nel sito. Dunque un’operazione essenziale da fare è quello di ridurre al minimo il codice html delle nostre pagine web. Per fare ciò un metodo facile è quello di utilizzare elementi come CSS e Javascript per trasportare “esternamente” alcuni elementi che altrimenti andrebbero messi singolarmente nelle pagine. Passando questi elementi in files esterni l’utente dovrà in un certo senso “caricarli” una volta sola per farli funzionare in tutto il sito, in caso contrario questi si caricherebbero per ogni singola pagina rallentando il sito.

H1-H6

Si è parlato più volte di quanto questi elementi siano importanti nell’ottimizzazione dei siti web e sebbene la rilevanza può essere considerata minima questa si va ad aggiungere alla minima degli altri elementi.
Ciò che non dobbiamo dimenticare è di utilizzare questi tag in modo corretto. Un errore che molti webmaster fanno oggi è quello di utilizzare questi tag per qualsiasi cosa, persino nei link dei prodotti e nel logo! Il che non significa che sia sbagliato ma semplicemente non è utile ai fini dell’ottimizzazione.
Questi tag andrebbero invece preservati per l’area testo e nello specifico utilizzati in questo modo: h1 per il titolo, h2 per il sottotitolo, h3 per un ulteriore sottotitolo e così via. E ciò che non dobbiamo dimenticare è che l’h1 va utilizzato una volta sola in ogni pagina.

Navigazione e Link interni

Questo è uno dei punti fondamentale nell’ottimizzazione di un sito web in quanto se ottimizziamo tutto il resto alla perfezione ma la struttura dei nostri link è sbagliata possiamo dire addio a tutto il resto.
Prima di sviluppare un sito devi avere le idee chiare sulla struttura di navigazione e tutto deve avere una logica. Sii disponibile a modificare la tua idea iniziale se questo vuol dire strutturare il sito sulla base delle keywords e sulla user experience. Due cose essenziali da considerare nella struttura di navigazione è prima di tutto assicurarsi che i motori di ricerca possano seguire i link, e in secondo luogo evitare di fare in modo che il tuo menu di navigazione nell’header o nel footer risulti in ogni pagina come una sitemap.

Contenuti

Questo è uno dei punti “caldi” degli ultimi tempi, specialmente dall’arrivo di Google Panda. Prima di tutto assicuriamoci che i motori di ricerca siano in grado di leggere i nostri testi, il che vuol dire che dobbiamo evitare di nasconderli dietro immagini. E’ inutile poi ribadire l’importanza di contenuti originali, utili per l’utente bla bla bla…
Una volta completati questi step di ottimizzazione pagine web possiamo finalmente dedicarci a tutto il resto dell’attività seo la quale risulterebbe al quanto inutile se fatta su un sito non search engine friendly.

13 tipi di link considerati non naturali

Abbia esaminato ieri come fare link building ora che Google Penguin ha “colpito e affondato” centinaia di siti, e come accennato precedentemente riportiamo oggi le principali tipologie di link che possono essere considerate innaturali da Google secondo Searchengineland.com.

  1. Link da siti non a tema con il nostro: se abbiamo un sito che parla di parrucchieri e Roma e otteniamo un link da un altro che invece tratta di hotel a new york dichiariamo apertamente a Google che quel link non è naturale in quanto non essendoci connessione tra i due argomenti, men che meno dal punto di vista geografico, il link può di certo esser nato spontaneamente.Ancora peggio se il link è messo su un anchor text specifica.
  2. Anchor corrispondenti al title della pagina: se il nostro sito ottiene link verso una stessa pagina, da uno stesso anchor che tra l’altro corrisponde alla parola presente nel “title” e nel titolo vero e proprio della pagina, i link sono considerati innaturali.
  3. Link provenienti da numerosi siti importanti e dello stesso tipo: sappiamo tutti che siti come quelli .edu abbiano una forte autorità e naturalmente se il nostro sito viene linkato da diversi siti di un certo rilievo magari tutti dello stesso argomento, di certo non può aver ottenuto quei link in modo naturale.
  4. Blogrolls: sebbene c’è chi ritiene legittimi i link nelle blogrolls, ottenere 10 volte link in più rispetto ai propri competitors non risulta affatto naturale specialmente se il nostro sito può risultare più carente rispetto a quelli concorrenti.
  5. Domini con pagina “Link”: se la maggior parte dei domini che ci linkano possiedono una pagina denominata “link” chiaramente è altamente dichiarato che i link ottenuti da questi siti non sono naturali.
  6. Molti link da pochi siti: un’altra cosa innaturale è quando si ottengono molti link ma sempre dagli stessi siti.
  7. 82,5% dei tuoi backlinks provengono da prweb.com, prnewswire.com, e / o businesswire.com. Il restante 17,5% dei link provenienti da ezinearticles.com
  8. Sito nuovo molti backlinks: se il nostro sito è stato pubblicato da un mese e ha già migliaia di backlinks è abbastanza improbabile che siano naturali….
  9. Blog Networks
  10. Article Networks
  11. Una submission di massa nelle directory
  12. Siti che ci linkano che non hanno una sezione “chi siamo” oppure “autore” o “contatti”
  13. Blog post di 400-500 parole con 3 link all’interno di cui uno verso il nostro sito e gli altri due a siti tipo i .gov e .edu.

Come fare link building dopo Google Penguin

Consigli per la link building dopo Penguin

Che la link building sia diventata in un certo senso rischiosa  con l’avvento di Penguin è ormai assodato così come anche la sovra ottimizzazione, ma a questo punto la domanda sorge spontanea, come faccio a far salire il mio sito? Ciò che dobbiamo tener presente è che non è che non dobbiamo ottimizzare o fare link building al nostro sito, semplicemente non dobbiamo strafare con il primo caso, e dobbiamo puntare sulla qualità e non sulla quantità nel secondo. Recentemente sia Seomoz che Searchengineland hanno stilato una classifica di link che sono considerati “innaturali” da Google e dunque inefficaci e qualche volta dannosi. Sulla base dell’analisi fatta dai due siti possiamo capire come fare link building nell’era di Google Penguin. Il concetto chiave di questa classifica è molto semplice, in sostanza tutti i link che vengono ottenuti in modo facile e veloce sarebbero da evitare. Infatti sebbene al momento possano anche dare qualche risultato o comunque non far cadere il sito in penalizzazioni, a lungo andare finiranno comunque per “non premiare” dal punto di vista del posizionamento.
I link che vengono premiati dai motori di ricerca sono sostanzialmente quelli difficili da ottenere ovvero link da siti “vivi” ovvero frequentati da persone che finiscono per cliccare sul tuo link perché lo trovano realmente interessante. In sostanza la regola è semplice, vuoi iscrivere il tuo sito nelle directories? Fallo purchè siano directories davvero frequentate e di qualità e non solo perché “è una directory”.
Vuoi mettere un commento ad un blog? Fallo perché davvero hai qualcosa da dire e non solo per piazzare un link al tuo sito! Stesso discorso per i socialbookmark, condividi una notizia se hai davvero qualcosa di utile da segnalare agli utenti e soprattutto scegli dei siti davvero letti e frequentati.

L’article marketing dopo Google Penguin

Cosa dire della questione “article marketing”?
Questo è tutt’oggi uno degli argomenti più discussi per quanto riguarda la link building in quanto c’è chi sostiene che sia penalizzante, chi dice che non serve assolutamente a nulla, e chi sostiene che serve ma solo fino ad un certo punto. Il problema secondo me non è se farlo o meno, ma come viene fatto! Chi fa attività di article marketing solitamente punta sulla quantità e non sulla qualità ma dopo Google Penguin possiamo davvero permettercelo ancora? L’article marketing se fatto in maniera corretta può davvero essere utile ma bisogna comunque definire il concetto di “corretto”. Prima di tutto bisogna partire dalla qualità dell’articolo il quale, com’è stato detto e ridetto, deve contenere informazioni utili per l’utente e non parole messe li giusto per infilarci un link all’interno.
In secondo luogo ciò che dobbiamo valutare sono i siti che scegliamo per la pubblicazione sia a livello quantitativo che qualitativo. Pubblicare lo stesso articolo su centinaia di siti dai contenuti duplicati avrà molto meno valore di un articolo originale su un sito con contenuti solo originali. In sostanza quindi la “regola” è creare contenuti utili, originali pubblicati ognuno su uno o pochissimi siti che a loro volta ospitino solo contenuti di qualità.

Assodate queste regole base sul come fare link building dopo Google Penguin, vedremo in seguito nel dettaglio i link che sono stati classificati come Spam.

Le nuove strategie sul web: think different

Quali saranno gli obiettivi SEO dei prossimi anni? Uno studio evidenzia come, oltre alle influenti variazioni dell’algoritmo di Google (Panda e Penguin, per intenderci), tese a filtrare i risultati di ricerca utili da quelli spammosi, sussistono alcune interessanti modifiche nel modo di lavorare Seo-Sem relative allo sviluppo degli specifici settori del web.

Per essere più chiari, prendiamo in esame il settore e-commerce: possiamo già da ora identificarlo come un settore in estrema crescita, che attualmente non sente il peso della crisi economica e delle difficoltà finanziarie degli utenti italiani. Purtroppo, è estremamente competitivo, e per entrare – direttamente dalla porta principale –  a far parte delle posizioni più competitive di Google Search è davvero importante puntare a qualcosa di estremamente innovativo.
Stiamo lavorando, da tempo, alla realizzazione del nuovo portale Poweroffer.net: non un semplice e-commerce, ma un nuovo motore di ricerca con comparatore di prezzo, che si rivolge verso ogni tipologia di prodotti acquistabili sul web, e verso ogni diversa tipologia di utenza. Ancora in fase di realizzazione, è già online ed è perfettamete utilizzabile per acquistare diverse categorie di prodotti.  Obiettivo di Poweroffer, quello di catalogare i risultati ed individuare rapidamente quelli disponibili ad un costo minore. Poweroffer  è possibile  acquistare voli online prodotti hitech di ogni tipo, casalinghi e regali, ma non direttamente sul sito: una volta verificato il prodotto, verrete direzionati sul sito e-commerce sul quale concludere l’affare.

Quali sono gli obiettivi da realizzare?
  • Tanto per iniziare, il “Think Different” del titolo: il sito è un comparatore di prezzi, ma deve concludere il proprio sviluppo verso qualcosa di ancor più innovativo. In tal senso, il lavoro da fare è ancora davvero molto.
  • L’aspetto Sociale: il SEO passa oggi obbligatoriamente verso Pagine Facebook, account Twitter e molte altre possibilità sociali, come Pininterest.
  • I risultati di ricerca: è necessario curare in maniera capillare come le singole pagine vengono riportate nei risultati di ricerca di Google. In poche parole: utilizzare i Rich Snippet e usare al meglio testi, descrizioni ed immagini.
  • Utilizzando campagne di link building, Adwords, ed altre metodologie tradizionali (dopo il Google Penguin Update, eviterei a priori tecniche di Black Hat Seo), l’obiettivo di Poweroffer.net, è quello di conquistare le prime posizioni su Google Search per chiavi estremamente difficili, proprio sfruttando la propria diversità. Ci riuscira?

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