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In fase di test la funzionalità facebook highlights per evidenziare aggiornamenti e links
Se il titolo di questo post vi sta facendo inorridire pensando al fatto di dover pagare per scrivere ogni minuto della vostra giornata su facebook potete stare tranquilli perchè gli aggiornamenti di stato tipo “sto andando a fare la spesa” restano gratuiti…
Quello a cui si riferisce il test, che è attualmente attivo in Nuova Zeland,a sono gli highlights vale a dire la possibilità di pagare circa 2$ per mettere in evidenza un post importante o un link da noi condiviso. Il nuovo strumento “servirà a valutare l’interesse degli utenti per modalità di condivisione a pagamento”, come ha dichiarato Mia Garlick, manager della divisione Communications di Facebook.
Praticamente se vogliamo condividere uno stato o una notizia di particolare rilievo facendo in modo che questa resti in evidenza sulla bacheca dei nostri contatti allora dovremo versare la suddetta somma tramite carta di credito o paypal.
Sappiamo bene che attualmente ciò che vediamo in rilievo nella nostra bacheca sono i post degli amici con cui interagiamo di più o che hanno generato numerosi mi piace o commenti. Nonostante ciò questi post vengono letti generalmente da poco più del 10% dei contatti di una persona, ecco perchè la “necessità” d’inserire un metodo per far apparire più a lungo determinati post in cima alla homepage.
Ci si domanda quali utenti potrebbero essere disposti a pagare per tale servizio e la risposta ovvia ci rimanda a possibili interessi commerciali.
Insomma con gli highlights facebook sta cercando in qualche modo di incrementare i mezzi pubblicitari all’interno del social network, e la domanda dunque sorge spontanea “Sarà una furbata in vista dell’imminente entrata in borsa del social netowork?”
Sfruttare Pinterest per ricerche di mercato
Quanto conosci I tuoi client? Focalizzarsi sulle ricerche di mercato e dare ascolto ai social sono metodi per conoscere i tuoi clienti e stare al passo con i loro interessi, i quali si sa che cambiano continuamente.
Questi dati servono principalmente per decidere le nuove strategie di marketing oppure sviluppare nuovi prodotti.
Attualmente Pinterest è uno strumento che può essere utilizzato a tale scopo, per monitorare e capire cosa c’è oggi nella testa dei tuoi clienti. Infatti Pinterest può essere utilizzato per trarre aiuto nella ricerca sui prodotti, ispirazione per nuovi contenuti, e persino migliorare l’usabilità di un sito.
Ci sono 4 aree essenziali dalle quali partire per fare una ricerca di mercato tramite Pinterest: categorie, regali, descrizioni e bacheche.
Categorie
Pinterest organizza i propri pin all’interno di categorie che vanno dall’architettura ai matrimoni. Le categorie stesse si prestano ad un ascolto sociale in quanto sono un modo rapido per capire quali contenuti sono più popolari in una determinata nicchia. In più c’è la categoria generale, la quale aiuta a vedere quali sono i pins più popolari sul social network.
Un graphic designer può monitorare le idee più popolari per quanto riguarda le stampe e i poster semplicemente esaminando il contenuto della categoria. Di questi pin si può dare anche un’occhiata ai commenti sotto per capire come gli utenti si relazionano a quel tipo di elemento e come migliorare dunque questo tipo di prodotto. Le categorie possono anche aiutare nella ricerca di mercato, infatti se stai tentando di espanderti in un nuovo mercato prova ad utilizzare Pinterest per cercare contenuti relativi a quel tipo di industria. La sezione dei Pins popolari ti potrebbe persino aiutare ad identificare il tipo di prodotto o elemento da inserire all’interno del tuo sito.
Regali
La sezione regali (gifts) è come una vetrina aperta al mondo. Basta fare una ricerca per vedere se i tuoi competitors stanno cominciando a vendere su Pinterest.
La ricerca sui prodotti può essere fatta anche esaminando i prodotti presenti in quest’area. Ci sono prodotti che ricevono più pins di altri? Questi sono i prodotti che dovresti vendere nel tuo negozio.
Descrizioni
Se non l’hai già fatto, controlla se ci sono pins che gli utenti hanno condiviso direttamente dal tuo sito, questo può essere fatto con l’indirizzo pinterest.com/source/tuodominio.com. Le descrizioni che gli users mettono condividendo le immagini dal tuo sito, possono essere ottimi dati.
Nella descrizione puoi facilmente vedere come gli utenti descrivono le immagini e i tuoi prodotti ai loro amici. Cerca di usare queste informazioni per le tue future campagne di marketing come ispirazione e per relazionarti ai tuoi clienti in modo più efficace usando il loro stesso linguaggio.
Le descrizioni possono anche aiutarti a migliorare i tuoi prodotti in quanto frasi come “vorrei che questo avesse quest’altro” oppure “mi piacerebbe vederlo abbinato con…” possono rivelarsi davvero utili per capire cosa vogliono gli utenti dal tuo prodotto.
Bacheche
Vedere come gli uteti organizzano le proprie bacheche su Pinterest può essere un modo utile per capire come migliorare l’organizzazione del tuo sito web. Esaminare anche i nomi che vengono dati alle bacheche può essere fonte di ispirazione per nuovi contenuti o termini di ricerca.
Insomma Pinterest può essere utilizzato per scoprire un’infinità di dati utili alle ricerche di mercato. E tu hai già utilizzato Pinterest ai fini di marketing? In che modo ti è stato utile?
Com’è accaduto a noi e a moltissimi nostri clienti molto probabilmente molti di voi avranno ricevuto negli strumenti per webmaster di Google la seguente notifica riguardante il “Rilevamento di link non naturali che rimandano al sito www….”:
Ciò che abbiamo rilevato da subito è che nonostante il messaggio di “avvertimento” di Google i siti in questione non hanno ancora alcuna penalizzazione nel ranking e dunque ci è venuto il sospetto che il messaggio “Rilevamento di link non naturali che rimandano al sito www….” fosse solo una strategia di google mirata innanzitutto ad intimorire chi “ha la coda di paglia” e in secondo luogo per scoprire effettivamente attività black hat che magari il motore non riesce a rilevare automaticamente.
Dando un’occhiata in giro per il web abbiamo scoperto che anche altri hanno fatto le nostre stesse riflessioni, come leggiamo in questo articolo di Searchenginewatch.com.
Come scrive Eric Enge, è difficile dire se questa sia o meno una strategia di Google per smascherare i bad link.
Alla recente conferenza SEO a Brighton, Pierre Far di Google UK, ha dichiarato che i messaggi di notifica siano tutti generati manualmente. Considerando che oltre 1 milione di sit web hanno ricevuto tale messaggio la cosa sarebbe abbastanza inquietante. Possibile che siano stati inviati manualmente 1 milione di messaggi? La spiegazione potrebbe essere che l’algoritmo di Google abbia rilevato possibili attività sospette che sono state poi revisionate manualmente per proseguire con la convalida del messaggio di allerta.
Ad ogni modo è necessario attendere qualche settimana per vedere se effettivamente i siti che hanno avuto questo messaggio avranno realmente un qualche tipo di penalizzazione.
E voi avete qualche caso concreto di penalizzazione post notifica?
Ottimizzare un sito e-commerce è diverso dall’ottimizzazione di un sito vetrina o di contenuto in quanto è necessario tenere d’occhio diversi aspetti che devono mirare anche a convincere l’utente ad acquistare i nostri prodotti.
Vediamo dunque i punti fondamentali sui quali è necessario lavorare su una pagina di prodotto del nostro sito e-commerce per l’ottimizzazione on page.
Gli aspetti da considerare nell’ottimizzazione di un sito ecommerce
1. Recensioni degli utenti
Sembra assurdo cominciare tra tante cose proprio dalle recensioni degli utenti, ma in realtà per come si è evoluto il web negli ultimi anni questo è probabilmente il primo elemento che un utente cerca per capire se acquistare o meno sul nostro sito.
Avere un feedback degli altri utenti ha due lati positivi, il primo è senza dubbio il giudizio vero e proprio che può influenzare la scelta del prossimo acquirente, e il secondo è che le recensioni sono un ottimo metodo per ottenere contenuti originali sul nostro sito.
Come ottenere recensioni dagli utenti?
- Utilizza un sistema che automaticamente richieda via email un feedback agli utenti poco dopo la ricezione del prodotto.
- Offri uno speciale sconto per il prossimo acquisto in cambio di una recensione
- Non preoccuparti delle recensioni negative in quanto gli utenti diffidano di siti che contengono solo recensioni positive. Ad ogni modo puoi cercare di evitare feedback negativi su prodotti che non ne hanno altri.
2. Video del prodotto
Nell’epoca di youtube avere un video che mostri il nostro prodotto può risultare un valido aiuto sia per quanto riguarda le conversioni, sia per avere più contenuti all’interno della pagina di prodotto.
Un altro vantaggio è che se ottimizzato nel modo giusto il video può comparire nei risultati di ricerca di google attirando l’attenzione degli utenti e battendo senza dubbio la concorrenza.
3. Domande e risposte
Un’altra grande opportunità per i siti di ecommerce sono le “domande e risposte” inerenti ogni singolo prodotto. Come sappiamo i siti di ecommerce hanno da sempre un problema di contenuti, e integrare una sezione di domande e risposte può senza dubbio aiutare anche in questo. Integrare questo sistema può avere diversi vantaggi in quanto gli utenti creeranno con le loro domande dei contenuti unici utili anche al posizionamento long tail e inoltre daranno agli altri acquirenti maggiori elementi che contribuiranno sulla decisione di acquisto.
4. Bottoni social
Sebbene l’utilità della condivisione nei social quando si parla di e-commerce sia dubbia, in quanto l’obiettivo di una pagina di prodotto è quella di vendere non di avere un “tweet” o un “mi piace”, inserire i bottoni social possono essere utilizzati in modo diverso. Si potrebbero utilizzare nella pagina di ringraziamento dopo l’acquisto, oppure per invogliare l’utente a condividere la propria recensione.
5. Velocità della pagina
La velocità di un sito web è sempre stato un fattore fondamentale ma possiamo dire che i Seo se ne sono convinti dopo la dichiarazione ufficiale di Google. Ma al di là di ciò la velocità del sito è un fattore fondamentale per un e-commerce sul piano delle conversioni, in quanto diversi studi hanno dimostrato quando un rapido caricamento delle pagine possa giovare alle conversioni di un sito.
6. Opzioni di ricerca
Idealmente un utente non dovrebbe mai aver bisogno di utilizzare il box di ricerca su un sito ecommerce in quanto dovrebbe essere in grado di trovare ciò che cerca semplicemente navigando all’interno delle pagine.
Tuttavia non sempre questo è possibile e in secondo luogo alcuni utenti preferiscono utilizzare il box di ricerca. Tramite quest’ultimo potremmo estrarre dati rilevanti per migliorare l’organizzazione del nostro sito web. Per avere un buon box di ricerca è necessario tenere presente alcuni aspetti:
- Assicurati di tenere traccia di ciò che gli utenti cercano attraverso il box
- Monitora quante persone escono dal tuo sito direttamente dopo la ricerca e cerca di abbassare tale numero
- Controlla che la ricerca funzioni sia per parole singolari che plurali
- Fai uscire le immagini vicino ai prodotti nei risultati della ricerca.
7. Evidenziare il richiamo all’azione
Il richiamo all’azione detto “call to action” è essenziale per ogni sito di ecommerce in quanto l’obiettivo finale è vendere e dunque è necessario evidenziare il richiamo “acquista ora” per invitare appunto l’utente a compiere tale azione.
8. Segnali di fiducia
Con il tuo ecommerce stai chiedendo alle persone i dati della loro carta di credito. Per fare in modo che questo avvenga loro hanno bisogno di fidarsi della tua azienda e del fatto che i loro dati siano al sicuro. Dunque questo può essere fatto sia nelle pagine di prodotto che rafforzato nel processo di check out.
Alcuni di questi segnali possono essere messi attraverso loghi e immaginette come “by visa” e ancora “secure code” etc. Dov’è possibile è meglio inserire il link che riporta direttamente al certificato di sicurezza in modo tale che le persone possano verificare l’autenticità di “tali segnali”.
9. Le immagini
Immagini grandi, chiare e di alta qualità sono essenziali per un sito ecommerce. Le foto sono la nostra vetrina online e l’unico mezzo attraverso il quale l’utente può verificare il prodotto da acquistare. Un consiglio utile è anche quello di mostrare il prodotto nel suo contesto e non singolarmente su uno sfondo monocolore. Se stiamo vendendo magliette, sarà meglio mostrarle indossate. Se stiamo vendendo poltrone è meglio mostrarle collocate in un salotto arredato a tema.
Dal punto di vista dell’ottimizzazione seo assicurati che il nome dell’immagine corrisponda ad una descrizione del prodotto e non al codice dello stesso. Aggiungi un alt che descriva il prodotto, e infine crea una sitemap per le immagini da inserire nel webmaster tool di google.
10. Meta title e description
E’ inutile soffermarsi sull’importanza del tag title, ma considerando che parliamo dell’ottimizzazione di un sito ecommerce il quale contiene centinaia di prodotti, è necessario fare in modo che il title venga generato automaticamente magari richiamando il nome del prodotto seguito da un “call to action”.
Stesso discorso per la description la quale a sua volta dovrebbe essere auto generata e con un richiamo all’azione.
11. Descrizione del prodotto
Sempre richiamando il concetto dell’importanza dei contenuti unici è necessario che ogni prodotto inserito abbia una descrizione unica che si differenzi da quella dei competitors.
12. URL della pagina
Questo è un aspetto molto importante nell’ottimizzazione di un ecommerce che viene spesso tralasciato da molti webmasters. Gli Url delle pagine di prodotto e di categoria devono essere descrittivi e non scritti con linguaggi di programmazione, in questo modo nell’indirizzo sarà presente il nome del prodotto e non un semplice codice inutile sia ai fini seo che dell’utenza. Ad ogni modo c’è da considerare un aspetto importante nella struttura di un Url infatti se sappiamo che un prodotto può rientrare in più categorie, è necessario evitare che nell’url appaia anche il nome della categoria o sotto-categoria perchè altrimenti ci ritroveremmo per quel prodotto delle pagine duplicate.
13. Tag h1
E’ ormai nota l’importanza del tag h1 nell’ottimizzazione di un sito e per un ecommerce è opportuno che il template sia già impostato in modo tale che il nome del prodotto sia in h1.
14. Numero di telefono
Se è possibile fornire ai clienti un numero di telefono sul sito è opportuno farlo in quanto è un altro segnale di fiducia. Se dietro ad un numero di telefono ci sono anche persone che si occupano del customer care meglio ancora in quanto il cliente si sentirà più al sicuro in caso di dubbi e problemi nel funzionamento del sito.
15. Dati aziendali
Molto rilevanti se parliamo di aziende che si basano su un mercato locale in quanto si forniscono a google maggiori dettagli sulla posizione dell’azienda che possono aiutare anche a reperire clienti locali. Inoltre anche l’indirizzo dell’azienda risulta un segnale di fiducia per gli utenti.
E mettendoti nei panni dell’utente cos’altro vorresti da un sito ecommerce?
Copywriting direct response: di che parliamo?
Il copywriting direct response è una particolare forma di scrittura e di comunicazione utilizzata nell’ambito dell’advertising e dell’internet marketing, il cui obiettivo principale è essenzialmente quello di persuadere, di convincere gli utenti a svolgere determinante azioni.
In linea di massima il direct response advertising e il copywriting direct response hanno come scopo principale quello di spingere gli utenti a compiere determinate azioni, rivolgendosi quindi ad un pubblico generico e non al singolo individuo come avviene invece nell’ambito del direct marketing.
Altra caratteristica preminente del copywriting e dell’advertising “diretto” è quella di riuscire a portare immediati riscontri, il che rende questa forma di comunicazione e di promozione uno strumento particolarmente indicato per tutte quelle aziende che non hanno né il tempo né il budget per investire in una campagna pubblicitaria di lungo termine ma vogliono ugualmente costruirsi un’immagine positiva, farsi un nome.
Ma in cosa consiste il copywriting direct response?
Copywriting direst response: come si fa?
Il copywriting direct response ha come scopo quello di colpire e invogliare i lettori di un messaggio o testo pubblicitario, il che significa che il corpo del testo deve essere focalizzato sui vantaggi che si potrebbero acquisire nell’acquistare un certo prodotto o nel fare una determinata scelta.
Ne consegue che nell’ambito del copywriting direct response non è necessario badare eccessivamente alla forma della scrittura poiché il fine non è né quello di piacere né quello di intrattenere, ma semmai quello di persuadere. Solitamente si definisce il copywriting direct response come “salesmanship in print”, ovvero “capacità di vendere su stampa”, dove per vendere si intende soprattutto convincere.
Gli obiettivi del copywriting direct response sono quindi:
• Influenzare: ovvero modificare il modo di pensare delle persone
• Persuadere: vale a dire convincere
• Attivare: Ovvero fare in modo che la persuasione si traduca in azione
Come si vede i primi 2 obiettivi sono comuni ad altri tipi di copywriting (ad esempio quello pubblicitario), mentre il terzo è tipico del Copywriting Direct Response. Da ricordare che i livelli di influenza, persuasione e attivazione possono essere diversi per grado ed intensità.
Tra pochi giorni sarà online il Google Penguin update
Si è parlato in precedenza di un aggiornamento che penalizzerebbe i siti troppo ottimizzati, ma quello che invece ha annunciato matt cutts il 25 aprile è che in “pochi giorni” sarà rilasciato il Penguin Update ovvero un aggiornamento contro il webspam.
Sul blog ufficiale di Google Matt Cutts ha spiegato che il nuovo algoritmo mirerà innanzitutto a premiare i webmaster “white hat” vale a dire tutti coloro che lavorano per offrire agli utenti ottimi contenuti, usabilità, e siti veloci, in pratica siti creati per gli utenti e non per i motori.
Ma cosa s’intende per webspam?
Il nuovo Penguin update si rivolgerà a tutti coloro che usano tecniche Black hat come link spam e Keyword stuffing.
In particolar modo Google riconoscerà i contenuti che all’interno conterranno link su parole chiave fuori contesto o comunque che “puzzano” lontano un miglio.
Riportiamo di seguito due esempi presi direttamente dal post di Matt Cutts in cui vediamo due tattiche di webspam:
Keyword Stuffing
In questa immagine possiamo constatare che il testo non è ne utile, ne tanto meno leggibile dall’utente ma è semplicemente un insieme di parole chiave che spammano spudoratamente… Certo qui parliamo di un caso estremo ma il concetto è abbastanza chiaro.

Link spam
In quest’altra immagine possiamo invece vedere come il link posti all’interno dell’articolo siano totalmente fuori contesto e quindi chiaramente mirati alla link building.
In sostanza dunque Google penguin update è l’ennesimo invito di Google a rispettare le webmaster guidelines, le quali chiedono in primo luogo di pensare all’utente e non al motore di ricerca…
Quando sarà lanciato Google Penguin Update?
Come suddetto Matt Cutts ha parlato di pochi giorni quindi non abbiamo una data ufficiale, ciò però che ci potrebbe interessare è la notizia che a differenza di update passati, quest’ultimo verrà lanciato simultaneamente in tutti i paesi e dunque tutte le estensioni di Google.
Pubblicità su Facebook: un test per capire se funziona
Quando si decide di avviare una campagna pubblicitaria su Facebook si vede spesso fallire le proprie speranze o perché le pubblicità che pagate non hanno attrattiva o perché i pochi click che ricevete non si tramutano nella vendita del vostro bene o servizio.
Come mai? C’è qualcosa che non funziona!
Ecco perché gli esperti di pubblicità utilizzano un metodo preciso per capire se una pubblicità può o meno funzionare nella forma in cui è stata costruita.
Stiamo parlando del A/B Slip Testing, che consiste in pratica nel lancio simultaneo di due annunci pubblicitari simili ma che differiscono in una sola variabile.
Ma come funziona l’A/B Split Testing?
Facebook e A/B Slip Testing
Una volta individuate il proprio target di riferimento e la nicchia di mercato alla quale rivolgersi, non resta che costruire un messaggio pubblicitario davvero efficace, facendo attenzione a 4 variabili fondamentali ovvero:
• Titolo
• Foto
• Url
• Testo del messaggio
L’A/B Slip Testing consiste in pratica nel costruire due messaggi pubblicitari uguali e che variano nel solo elemento che si ha intenzione di testare. In linea di massima l’A/B Slip Testing è un’operazione che può essere ripetuta più volte in modo da poter sempre più perfezionare le proprie inserzioni pubblicitarie e rendendosi allo stesso tempo conto di quali sono le key alle quali il nostro target di riferimento risponde maggiormente.
Di conseguenza sarà possibile costruire dei messaggi pubblicitari sempre più mirati e affini al proprio target, assicurandosi in questo modo una maggior conversione dei click ricevuti.
Social Media Marketing Industry: ecco i risultati
Pochi giorni fa sono stati resi noti i risultati del quarto studioso annuale relativo all’utilizzo del Social Media Marketing all’interno delle imprese. I risultati, contenuti in un corposo report di ben 42 pagine, sono stati ottenuti intervistando oltre 3.800 marketer che hanno rivelato dove e come concentrano le proprie attività sui social media, oltre al tempo che solitamente investono su questi canali per ottenere dei risultati.
Innanzitutto l’indagine, condotta da Michael Stelzner, founder di Social Media Examiner, ha evidenziato le 10 domande sui social media alle quali i marketer vogliono dare risposta, ovvero come fare a misurare l’effetto del social media marketing sul proprio business, come trovare il proprio target di riferimento, come riuscire a coinvolgere il pubblico, come massimizzare i risultati nel minor tempo possibile, oltre chiaramente a come fare a creare una strategia vincente e a selezionare le piattaforme migliori sulle quali metter in atto la propria strategia e fare in modo che sia di successo.
Ebbene sembra che ben il 94% degli intervistati abbia dichiarato di utilizzare i social media per scopi prettamente di marketing, mentre l’83% ha dichiarati che i social media rivestono un ruolo importante per le proprie aziende.
L’indagine ha anche messo in evidenza come anche le aziende B2B hanno incrementato il proprio utilizzo dei social media, segnando una crescita di circa il 18% rispetto a 3 anni fa, e come il 59% dei marketer utilizzino mediamente i social media per almeno 6 ore alla settimana.
Social Media Industry: i dati in sintesi
Sintetizzando, quindi, la ricerca ha permesso di scoprire che:
• I marketer credono molto nell’utilizzo dei social media
• Il targeting e le metriche sono le aree che i marketer vorrebbero dominare
• I video hanno un’importanza crescente
• Aumenta l’interesse per Google+
• I social media portano benefici in termini di visibilità del business, di traffico e di analisi di mercato
• I social più utilizzati sono Facebook con il 92%, Twitter con l’82%, Linkedin con il 73%, i blog con il 61% e Youtube con il 57%
• Il social media marketing ha bisogno di tempo per decollare
• I social non devono essere gestiti esternamente
• Le forme di marketing non social più utilizzati sono l’email, la SEO e l’event marketing
• Nel marketing non social si incrementano gli investimenti
Bing lancia il suo keyword tool
Bing ha recentemente rilasciato nuovi strumenti per webmaster e quello che ci è saltato maggiormente all’occhio è sicuramente il nuovo strumento per le parole chiave.
Il Bing keyword tool a differenza di “altri tools” similari consente di verificare i risultati di ricerca degli utlimi sei mesi e non solo degli ultimi 30 giorni. Un’altra caratteristica positiva è che i dati provengono solo dalla ricerca organica e non dai risultati a pagamento.
La maggior parte dei Keyword tools prendono i loro risultati direttamente dallo strumento per le parole chiave di google Adwords il quale è diventato in effetti quello di default per qualsiasi seo.
Lo strumento per le parole chiave è fondamentale non solo per l’attività seo ma anche per operazioni quotidiane come scrivere posts su blog basandoli su parole chiave utili.
Tuttavia negli ultimi tempi sembra che il tool di google non dia dei risultati reali e non si sa bene se perché faccia una media, unisca risultati organici con quelli a pagamento o qualcosa del genere.
Proprio per tale ragione avere uno strumento alternativo potrebbe essere un fattore molto positivo per noi seo.
Caratteristiche del keyword tool di Bing
Vediamo dunque le caratteristiche principali dello strumento per parole chiave di Bing:
- Ricerca di parole chiave sulla base dei risultati organici
- Numeri reali senza medie o arrotondamenti
- Dati risalenti fino ai sei mesi precedenti personalizzabili con intervalli di date
- Volume globale o personalizzato in base al paese
- Filtro della lingua
- Esportazione in CSV
- Salvataggio delle nostre ultime 25 ricerche
Le caratteristiche sopracitate metterebbero il bing keywords tool al di sopra di quello di Google se non fosse per il fatto che naturalmente lo strumento in questione si basa sulle ricerche effettuate solo su Bing il che vuol dire che considerando che la maggior percentuale di utenti utilizza Google come motore di ricerca i dati estratti da Bing potrebbero non darci quello che stiamo cercando specialmente quando si tratta di posizionamento su google.
Twitter: in Italia sono i politici e i giornalisti gli utenti più influenti
Quali sono gli utenti italiani più influenti di Twitter?
A svelarlo è un attento rapporto di Klout, software della Burson-Masteller che stima il potere di influenza degli utenti dei diversi social network utilizzando uno score che si ottiene incrociando diversi tipi di dati come l’ampiezza del network, la qualità dei post e la quantità di feedback ricevuti.
Così è stato possibile redigere lo studio G20 Influence, grazie al quale si sono conosciuti i nomi degli utenti più potenti nei diversi paesi del mondo.
Ebbene per quanto riguarda l’Italia sembra che i personaggi più influenti su Twitter siano soprattutto giornalisti e politici, seguiti da leader di aziende e personaggi di spicco del settore business.
“In Italia Twitter non viene ancora pienamente considerato business”, precisa lo studio. Per quanto riguarda i nomi degli utenti italiani più influenti tra questi troviamo Arianna Ciccone, fondatrice del Festival del Giornalismo di Perugia, Andrea Sarubbi, deputato Pd, Beppe Grillo , noto politico e blogger famosissimo in Rete, Beppe Severgnini, uno dei punti di riferimento del Corriere della Sera, Giuseppe Civati, deputato Pd.
Nell’elenco spiccano anche il nome del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che fa un largo uso di Twitter per interagire con i cittadini, Luca Sofri, giornalista che ha fondato il Post, Gianni Riotta, esperto di politica internazionale e di economia, Roberto Saviano, scrittore e giornalista molto amato, e Sandro Rutolo, una delle firma più importanti del giornalismo investigativo italiano.
Twitter: la classifica negli altri paesi
Per quanto concerne gli Stati Uniti tra i più influenti troviamo il Presidente Barack Obama, il giornalista Anderson Cooper, il co-fondatore della Microsoft Bill Gates e il sindaco di New York Mike Bloomberg.
In Inghilterra si sono fatti invece strada i nomi di Guido Fawkes, gestore di un controverso blog politico, e Andrew Neil, commentatore televisivo esperto di politica, in Francia vince su tutti il pioniere del web journalism Vincent Gland, mentre in Spagna trionfa il direttore di El Mundo Pedro J. Ramirez e in Russia il blogger Roustem Adagamov.


