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Google Drive: altre indiscrezione sul nuovo servizio
Si torna a parlare di Google Drive, il nuovo servizio da tempo annunciato dall’azienda di Moutain View, che però ufficialmente non è stato ancora rilasciato. Dopo anni di annunci ed anteprime, si torna nuovamente a parlare di un rilascio ufficiale, visto che una fonte anonima di The Nex Web ha dichiarato addirittura che Google Drive potrebbe essere rilasciato la prossima settimana.
E alcune notizie sono trapelate anche relativamente alle caratteristiche del nuovo servizio: 5 Gb di spazio disponibile gratuito, ovvero 3 in più rispetto a Dropbox che è attualmente il concorrente principale, con la possibilità di accedere direttamente al servizio di storage attraverso un desktop di Windows e di Mac OS.
In più pare che dovrebbero essere rese disponibili anche le rispettive applicazioni per Android e Ios, così da garantire l’accesso anche in mobilità.
Ma le notizie relative a Google Drive non finiscono qui visto che in molti parlano anche di una integrazione, orami vicinissima, tra Google Drive e Lucidchart che in futuro dovrebbe appunto sincronizzarsi con il servizio cloud storage e integrarsi con lo stesso.
Insomma questa volta le notizie sono molte, che il rilascio di Google Drive sia effettivamente imminente?
Come realizzare una strategia di contenuti in un sito già esistente
Stabilire una strategia di contenuti per un sito già esistente è un pezzo del puzzle dell’ottimizzazione seo, specialmente considerando i recenti aggiornamenti di Google Panda.
Dal punto di vista dell’ottimizzazione on-page è importante avere un contenuto dedicato alle due parole chiave più importanti per il nostro sito, ovvero quelle con il maggior volume di ricerca.
Vediamo dunque una strategia da utilizzare per ottimizzare al meglio i contenuti di un sito sia per Google Panda che per aumentare il traffico nel nostro sito.
Eliminare le pagine inutili
Prima d’iniziare è necessario stabilire dove c’è bisogno di contenuto e valutare il nostro sito in modo critico stabilendo se ci sono pagine indicizzate che possano risultare inutili.
Alcuni esempi di tali pagine possono essere quelle che sono i risultati di ricerche interne al sito oppure la paginazione dei prodotti. Nonostante non sia questo il tema principale del nostro post, eleminare queste pagine può essere la fase iniziale della nostra strategia sui contenuti. Per verificare quali di queste pagine risultano indicizzate è sufficiente ricorrere al comando su Google “site:nostrosito.it” ed esplorare i risultati.
Ricerca delle parole chiave per creare e ottimizzare i contenuti
La ricerca delle parole chiave è il passo fondamentale per qualsiasi strategia inerente i contenuti. Naturalmente i metodi di ricerca delle parole chiave dipendono molto dalla grandezza del sito, ma per quanto segue può andar bene per uno di piccole/medie dimensioni.
Presupponendo che abbiamo già risolto i problemi inerenti contenuti duplicati e rimosso pagine inutili, è tempo di rafforzare le pagine esistenti.
Considerando che stiamo investendo sui contenuti del nostro sito, dobbiamo assicurarci che le pagine siano ben ottimizzate sia per le keywords più importanti che quelle secondarie. Naturalmente dobbiamo anche assicurarci di inserire eventuali varianti e sinonimi che possano rafforzare il contenuto della nostra pagina.
Il punto di partenza di questo tipo di ricerca sono gli strumenti per parole chiave come ad esempio SEMRush, SpyFu, e Ahrefs i quali forniscono le parole chiave per il nostro sito e quelli dei nostro competitors. Questi strumenti sono ideali per avere un’idea di quali siano le parole chiave importanti per il nostro sito da inserire nei nostri contenuti. Facilmente resteremo sorpresi non appena ci renderemo conto che la maggior parte dei contenuti del nostro sito non includono tali keywords.
Se non hai del budget da investire nei suddetti strumenti a pagamento puoi sempre utilizzare il Google AdWords Keyword Tool. Tramite questi strumenti non solo possiamo renderci conto di quali keywords importanti mancano nel nostro sito, ma abbiamo la possibilità di avere le parole chiave sulle quali basare eventuali pagine nuove.
Ricerca delle parole chiave attraverso i Competitors
Una volta stabilite quali sono le parole chiave primarie e secondary per il nostro sito, è tempo di andare “a caccia” nei siti dei nostri competitors. Per farlo possiamo sempre utilizzare i tools menzionati per estrarre le principali keywords dai siti concorrenti e paragonarle con le nostre.
Un altro trucco efficace è verificare per quali keywords i nostri competitors hanno attive campagne di PPC.
Una volta completata questa fase, che possiamo considerare forse la più difficile, è tempo di procedere con la strategia di contenuti utilizzando i risultati della nostra ricerca di parole chiave.
Consigli per la creazione dei contenuti
Una volta pulito il sito da pagine inutili e contenuti duplicati, e stabilita la lista di parole chiave da utilizzare, è tempo di creare o ottimizzare i nostri contenuti seguendo delle linee guida generali:
- Variare il numero di parole tra le varie pagine: per sembrare I nostril contenuti naturali è necessario che la lunghezza di questi, e dunque il numero di parole, sia diversa per ogni pagina del nostro sito.
- Fare un buon utilizzo di sinonimi: considerando che google sta migliorando sempre di più nel capire le parole e i loro sinonimi è fondamentale utilizzare al meglio quest’ultimi per creare delle buone varianti nelle frasi.
- Aggiungi valore alle tue pagine: è necessario capire se possiamo aggiungere qualsiasi cosa che possa dare un valore aggiunto alle nostre pagine rendendole più interessanti. Possiamo per far ciò dare un’occhiata a quelle dei nostri concorrenti oppure utilizzare widget e migliorare il template del nostro sito.
Banner nei social network: funzionano davvero?
I banner pubblicitari di Google sono ormai una realtà consolidata e anche molto utilizzata dalle aziende alla ricerca di visibilità sul Web. Tuttavia ci si chiede se i banner funzionino davvero e se siano concretamente capaci di incrementare il business di questa o quell’azienda.
Qualche tempo fa in molti avevano commentato la scarsa attrattiva della pubblicità sui social ed in particolare su Google+.
Ebbene recentemente Vic Gundotra, senir VP del Social Business di Google, ha rilasciato delle dichiarazioni che fanno pensare ben altro, sottolineando come l’appeal degli annunci pubblicitari non solo sia fortissimo ma anche in costante crescita.
Stando alle parole di Gundotra i social banner hanno avuto un considerevole incremento specialmente dal punto di vista dell’engagement:
“Abbiamo notato un aumento del 5-10% del CTR su ogni nostro annuncio pubblicitario che presenta una social annotation. Facciamo questo business da molto tempo e ci sono state pochissime cose in grado di far aumentare l’engagement del 5-10%”.
Ancora più confortanti sembrano poi essere i dati relativi all’advertising su Facebook, visto che uno studio condotto dallo studio di Nielsen su 79 campagne pubblicitarie condotte sul noto social network per circa 6 mesi, ha fatto risultare l’ad di un annuncio pubblicitario social superiore del 55% rispetto ad uno non-social, il che in parole povere sta a significare che un annuncio pubblicitario inserito in un canale social ha il 55% in più delle possibilità di essere ricordato rispetto ad uno non inserito all’interno di un social network.
In più uno studio condotto lo scorso anno dallo studio TBG Digital ha messo in evidenza come gli annunci pubblicitari all’interno delle sponsored stories di Facebook abbiano registrato un CTR del 46% più alto, un costo del click del 20% più basso e un costo per fan del 18% più basso rispetto ai banner standard di Facebook.
Servizi seo acquistabili online a prezzi convenienti
E’ noto che l’attività seo si suddivide, o meglio comprende, tutta una serie di operazioni da effettuare una tantum oppure in maniera costante nel tempo, tempo che spesso non abbiamo da dedicare e che quindi richiede l’intervento di risorse esterne.
Queste risorse esterne da oggi si concentrano in un unico sito che si offre quelli che possiamo definire “micro servizi seo”: www.textmarket.it.
Come possiamo intuire già dal dominio questo sito è un market che vende appunto diversi servizi seo che possono essere acquistati a prezzi davvero minimi e dunque convenienti.
Vediamo nel dettaglio le principali attività che possiamo acquistare sul sito www.textmarket.it:
- Article marketing: in questa sezione possiamo decidere di acquistare una campagna mensile di article marketing con diverse opzioni di pubblicazione, oppure una campagna unica di article marketing e infine il servizio di guestposting.
- Comunicati stampa: qui possiamo comprare la diffusione dei nostri comunicati stampa su un numero di siti prestabilito partendo da un costo di € 10 a salire.
- Seo: nella sezione seo possiamo acquistare dei servizi che possono migliorare il posizionamento del nostro sito web:
- Analisi seo: con l’acquisto di questo servizio riceveremo un documento dettagliato con tutti gli errori di ottimizzazione presenti nel nostro sito che potremo di conseguenza correggere al fine di migliorare la visibilità di quest’ultimo.
- Analisi parole chiave: con questo servizio ci verranno fornite le principali parole chiave utili a generare traffico verso il nostro sito e naturalmente conversioni.
- Ottimizzazione seo per wordpress: con questo servizio gli esperti seo di textmarket procederanno con la diretta ottimizzazione seo del nostro sito su piattaforma wordpress.
- Link building: acquistando questo servizio possiamo ottenere una campagna di link building effettuata con l’aggiunta di una schema di link interno che possa “rafforzare” il valore di tutti i link inseriti verso il nostro sito durante questa attività.
- Seo copywriting: se il vostro anello debole sono invece i contenuti, textmarket offre anche servizi su questo tema, infatti è possibile acquistare testi ottimizzati seo in italiano ( a partire da € 10) e in inglese (da € 20) oppure una revisione dei testi già presenti sul vostro sito, al fine dell’ottimizzazione seo.
Questi sono i principali micro servizi seo acquistabili su textmarket che consentono con investimenti minimi di migliorare diversi aspetti inerenti il posizionamento nei motori di ricerca o la popolarità dei nostri siti web.
Ufficializzato Google glass project: gli occhiali che ci faranno vedere il mondo in modo diverso
Inizialmente si pensava ad un “pesce d’aprile”, d’altronde certe cose abbiamo sempre pensato si possano vedere solo nei film alla “mission impossibile” ma a quanto pare la realtà sta andando ben oltre la fantasia grazie a Google il quale ha ufficializzato la notizia di un futuro lancio degli “occhiali per la realtà aumentata”.
Si chiama Google glass project ed è il nuovissimo progetto di big G che lancerà degli occhiali in grado di fornire informazioni, indicazioni stradali, scattare foto, girare video, controllare le email e inviare messaggi.
Il prototipo degli occhiali è davvero futuristico e crederci è quasi impossibile, tuttavia il progetto è stato ufficializzato ed un giorno potremo davvero ottenere informazioni attraverso una montatura con una lente per visualizzare le informazioni.
Attualmente si parla semplicemente del progetto in corso ma da Mountain View iniziano ad arrivare le prime immagini e i primi video.che mostrerebbero appunto la suddetta montatura con una piccola lente-display sopra l’occhio attaccata agli occhiali e una videocamera.
Dal video che riporteremo di seguito è possibile vedere un prototipo di come potrebbe essere la giornata tipo di una ragazzo attraverso tali occhiali.
E così vediamo come questo ragazzo si sveglia con davanti agli occhi le iconcine stile android, fa colazione mentre legge email e invia sms e per strada gli occhiali “miracolosi” gli indicano un percorso alternativo alla metro sospesa…
Insomma un vero pc a portata di “vista” a quanto pare con rumors su costi che potrebbero partire dai 250 ai 600 dollari… Sebbene Google glass project possano sembrare un progetto futuro, alcuni rumors parlando della possibile commercializzazione entro l’anno…
Non resta che attendere e stare a vedere se questi occhiali futuristici saranno davvero lanciati a breve e quale sarà il loro impatto sul pubblico…
Intanto vi lascio alla visione del video che mostrerà la nostra nuova vita targata Google Glass project!
Realizzare una campagna di social media marketing vincente
Oggi il social media marketing è una delle strategie più utilizzate per farsi conoscere sul web.
Ma come si costruisce una buona campagna di social media marketing?
Jeff Bullas, blogger ed esperto di social media, ha presentato all’edizione 2012 di Be-Wizard una strategia in 10 mosse.
I 10 punti individuati da Bullas sono:
1. Clear Focus Vision: Ovvero avere una visione chiara e precisa di quello che si vuole raccontare di sé, il che significa avere ben il mente l’identità di un brand quando se ne costruisce una campagna
2. Managment: Vale a dire gestire la pagina in ottica di conversione
3. Profilazione Target: Vale a dire capire il target di chi segue o potrebbe seguire il proprio brand
4. Obiettivi: Prima di impostare una campagna di social media marketing è bene fissare un obiettivo intorno al quale costruire la propria strategia
5. Strategie: E’ chiaro che per avere sempre più fan bisogna essere creativi e stuzzicare l’attenzione
6. Risorse: Sono indispensabili per impostare delle strategie vincenti
7. Pianificazione: Anche la campagna di social media marketing richiede una sorta di piano editoriale che stabilisca quali sono gli articoli, le foto, gli eventi, i video o gli ebook da pubblicare
8. Identificazione: E’ bene, prima di scegliere i social network sui quali impostare la propria campagna, fare una pre-analisi della presenza su questi social dei nostri potenziali clienti
9. Monitoraggio: E’ fondamentale verificare che le proprie condivisioni e profili sui social networks abbiano dei riscontri, generino dei feedback così via
10. Testare: L’unico modo per capire se la vostra campagna sta funzionando è quello di testare quanto state facendo e di apportare delle modifiche se necessario
Pinterest: il social più imitato del momento
Il grande successo riscosso da Pinterest non poteva non avere un lato negativo, vale a dire quello di essere sempre più imitato ed emulato. Così, proprio come era accaduto a Groupon e Airbnb, ora tocca anche a Pinterst fronteggiare l’ondata di cloni, e a quanto pare ce n’è davvero per tutti i gusti visto che ogni emulatore sembra essersi ritagliato la propria nicchia di interesse.
Tra i settori che conta il maggior numero di cloni di Pinterest c’è certamente quello dei viaggi, dove gli emuli del social boom del 2012 ormai non si contano più: Trippy, Wanderfly e Gtrot sono solo alcuni dei nomi citabili. Gran proliferare anche dei social modello Pinterest ma indirizzati agli uomini, come Mantesting, Gentlemint e Dartitup, mentre per le famiglie c’è Hunuku.
Chi è alla ricerca dell’anima gemella il social adatto è TheComplete.me, mentre per i designer c’è Discover.
Non mancano poi un paio di social dedicati alla moda come Stylepin e SparkRebel, uno consacrato alla musica, Sworly, uno ai video, Chill e uno alle ricette, I Wanna Nom.
Non mancano chiaramente le versioni di Pinterest che è possibile definire come fusion, in quanto nate dalla fusione tra Pinterest appunto e Instagram, tipo Pingram, con Groupon, Reclip.it e con gli stessi utenti di Pinterest, come nel caso di Pinspire.
E chiaramente non poteva mancare il clone di Pinterest dedicato al porno, ovvero Snatchly, che in meno di due mesi ha già raggiunto i 15mila utenti.
Ma non ci sono solo i cloni di nicchia, ma anche quelli creati per esportare il modello Pinterst in determinate nazioni, come il social Fa Xian, per il mercato giapponese, Pintile, dedicato all’India e Singterest, un clone di Pinterest tutto dedicato a Singapore.
L’importanza del meta tag description e l’inutilità del tag keywords
La prima cosa che insegnano ad un corso seo è l’impostazione dei meta tag nell’head dell’html di un sito. Nonostante siano nozioni lette e rilette c’è ancora chi ha molti dubbi a riguardo e in particolare per quanto riguarda il meta tag keywords.
Sono ormai passati i tempi in cui nell’ottimizzazione di un sito si elencavano decine di keywords nell’omonimo tag ma c’è ancora qualcosa che si ostina a pensare che tale tag serva ai fini del posizionamento. Proprio a dimostrazione del fatto che tale tema è ancora caldo e attuale, Matt Cutts ha dedicato un video proprio all’importanza dei meta tag e in particolare alla domanda “Quanto tempo dovrei spendere sui meta tag, e quali sono quelli importanti?”
Il meta tag keywords
Uno dei punti salienti della risposta di Matt Cutts riguarderebbe proprio il meta tag keywords, infatti egli stesso sostiene che Google non ne fa più uso, così come la maggior parte degli altri motori di ricerca. Quindi cari webmaster se avete ancora dubbi a riguardo ecco la conferma che aspettavamo per ribadire ancora una volta che il meta tag keywords è totalmente inutile.Un’ulteriore conferma viene dal fatto che nella guida per webmaster di Google il meta tag keywords non viene proprio menzionato.
Il meta tag description più importante del title
Se il meta tag keywords risulta inutile, al contrario la description sembra aver acquistato quasi più importanza del title ma dal punto di vista del posiziomento, bensì per quanto riguarda le conversioni. Il meta tag description se scritto in maniera corretta e persuasiva è utile al posizionamento ma soprattutto invoglia l’utente a cliccare sul sito. “Scritto in maniera corretta” significa che naturalmente deve riportare informazioni corrette e non ingannevoli altrimenti può certamente portare ad un click ma non ad una conversione, Il suggerimento di Matt Cutts è quello di testare più description per vedere quali risultano più efficaci in termini di conversioni. Anche qui la guida per webmaster di google ci dà conferma di quanto appena detto infatti nella tabella inerente i meta tag la description viene addirittura riportata prima del title.
Ecco di seguito il video di Matt Cutts:
In sostanza quindi possiamo dire che il tag keywords è stato ufficialmente abolito e che vale la pena “perdere tempo” sul tag description.
Facebook: presto un motore di ricerca interno?
Sembra che Facebook sia pronto a fare un altro salto di qualità, progettando un motore di ricerca che sa già qualcosa di voi, a patto però che siate iscritti al più affollato dei social network al mondo.
Questa l’indiscrezione pubblicata da Businessweek, secondo cui Facebook starebbe appunto lavorando ad un motore interno al network in grado di recuperare le informazioni relative ai propri utenti e di collegarle alla vita sociale di chi cerca, intrecciando quindi i mi piace e le diverse amicizie.
Una strategia simile, ma vista al contrario, è stata adottata recentemente anche da Google che si è servito delle informazioni ricavate da Google Plus per arricchire i risultati del proprio motore di ricerca.
Per il momento Facebook mantiene il totale riservo sulla questione ma stando alle indiscrezioni il motore di del social funzionerebbe esattamente all’incontrario: alcune delle informazioni raccolte in questi anni sarebbero agganciate alle diverse key ricercate dagli utenti.
Mark Zuckerberg starebbe quindi cercando un’effettiva alternativa alla ricerca testuale e il tentativo di Facebook ( a patto che ci sia) potrebbe servire per sintetizzare nuove modalità di ricerca, diverse da quelle di Google.
Se il motore di Facebook vedesse effettivamente la luce si dovrebbe constatare quanti utenti sposterebbero le loro preferenze di ricerca sul social.
Facebook: presto sarà possibile compilare un alista nemici
Il mondo azzurro dei social network si tinge di un po’ di nero. Facebook ha infatti da oggi la sua nuova applicazione, non ufficiale, per tracciare le persone indesiderate, i nemici, allargando così la piazza del web alla totale espressione personale. Gli ideatori di questa applicazione, infatti, devono aver pensato che il social, per essere realmente un luogo di totale espressione, dovesse dare agli utenti anche la possibilità di esprimere sentimenti negativi.
Così un accademico dell’Università di Dallas, Dean Terry, ha ben pensato di realizzare un’applicazione, Enemy Graph, che desse agli utenti di Facebook la possibilità di compilare elenchi di persone e cose che non sono gradite, una sorta di lista degli out.
Ma il vero colpo di genio è rappresentato dalla social dissonance, grazie alla quale poter individuare quando qualcuno diventa amico di un nemico, così da poter ampliare il raggio sociale dell’inimicizia.
Si tratta chiaramente di un gioco, che il suo stesso ideatore definisce come “una bestemmia per i social network”, prevedendo che a breve Facebook la eliminerà.
Da chiarire che non è possibile definire come nemico una persona che non si ha nella propria lista di amici; in aggiunta Enemy Graph da anche la possibilità di dichiarare guerra virtuale a qualcuno a rimarcare ulteriormente che nel mondo dei social non tutto deve essere necessariamente gradevole.
Il ragionamento di Terry in realtà è più profondo: “Le persone sono accumunate anche dalla negatività, non per forza dalla condivisione di qualcosa di positivo, ad esempio nello sport”, spiega. E tranquillizza: “E’ possibile immaginare un abuso o un uso sbagliato dell’applicazione, ma terremo d’occhio cosa succede molto da vicino”.
