Ottimizzazione pagine web: creare una pagina seo friendly

I punti da tenere in considerazione per ottimizzare le pagine web

Si sente spesso parlare di ottimizzazione pagine web, siti seo friendly e così via ma sappiamo davvero come si fa a creare una pagina ad hoc per i motori di ricerca?
Vediamo insieme quali sono i punti da tenere in considerazione per creare una pagina web ottimizzata.
La premessa da fare è che in generale su ogni singolo elemento che andremo ad analizzare ci sono sempre stati dibattiti riguardo il grado d’importanza o meno di ognuno di essi, ma ciò che possiamo dire è che in un certo senso l’ottimizzazione di pagine web è l’insieme di piccoli fattori, a volte anche poco rilevanti, che nell’insieme creano un sito seo friendly.

URL

Sembra scontato eppure analizzando diversi siti web capita spesso di vedere url scritti male, con linguaggi di programmazione, piuttosto che uno che contenga la parola chiave che ci interessa. Quindi la prima cosa da fare è includere la parola chiave nel dominio se possibile, e dare alle singole pagine un nome sensato.

Title e Meta tag

Che siano fondamentali lo sappiamo ma ciò che dobbiamo tenere presente è che devono essere originali e soprattutto unici per ogni singola pagina. Questo in sostanza è il primo step da fare per l’ottimizzazione pagine web.

Ridurre il codice al minimo

Se guardiamo al codice di alcuni siti è facile immaginare come potrebbe essere ridotto e dare allo stesso tempo lo stesso identico risultato alle pagine in questione, ed è proprio quello che bisognerebbe fare durante la creazione di un sito web. Uno dei fattori che negli anni è diventato importante per google è la velocità di caricamento delle pagine web sia perché in questo modo le pagine vengono scansionate, e dunque indicizzate più velocemente, sia per l’utente che ha meno difficoltà a navigare nel sito. Dunque un’operazione essenziale da fare è quello di ridurre al minimo il codice html delle nostre pagine web. Per fare ciò un metodo facile è quello di utilizzare elementi come CSS e Javascript per trasportare “esternamente” alcuni elementi che altrimenti andrebbero messi singolarmente nelle pagine. Passando questi elementi in files esterni l’utente dovrà in un certo senso “caricarli” una volta sola per farli funzionare in tutto il sito, in caso contrario questi si caricherebbero per ogni singola pagina rallentando il sito.

H1-H6

Si è parlato più volte di quanto questi elementi siano importanti nell’ottimizzazione dei siti web e sebbene la rilevanza può essere considerata minima questa si va ad aggiungere alla minima degli altri elementi.
Ciò che non dobbiamo dimenticare è di utilizzare questi tag in modo corretto. Un errore che molti webmaster fanno oggi è quello di utilizzare questi tag per qualsiasi cosa, persino nei link dei prodotti e nel logo! Il che non significa che sia sbagliato ma semplicemente non è utile ai fini dell’ottimizzazione.
Questi tag andrebbero invece preservati per l’area testo e nello specifico utilizzati in questo modo: h1 per il titolo, h2 per il sottotitolo, h3 per un ulteriore sottotitolo e così via. E ciò che non dobbiamo dimenticare è che l’h1 va utilizzato una volta sola in ogni pagina.

Navigazione e Link interni

Questo è uno dei punti fondamentale nell’ottimizzazione di un sito web in quanto se ottimizziamo tutto il resto alla perfezione ma la struttura dei nostri link è sbagliata possiamo dire addio a tutto il resto.
Prima di sviluppare un sito devi avere le idee chiare sulla struttura di navigazione e tutto deve avere una logica. Sii disponibile a modificare la tua idea iniziale se questo vuol dire strutturare il sito sulla base delle keywords e sulla user experience. Due cose essenziali da considerare nella struttura di navigazione è prima di tutto assicurarsi che i motori di ricerca possano seguire i link, e in secondo luogo evitare di fare in modo che il tuo menu di navigazione nell’header o nel footer risulti in ogni pagina come una sitemap.

Contenuti

Questo è uno dei punti “caldi” degli ultimi tempi, specialmente dall’arrivo di Google Panda. Prima di tutto assicuriamoci che i motori di ricerca siano in grado di leggere i nostri testi, il che vuol dire che dobbiamo evitare di nasconderli dietro immagini. E’ inutile poi ribadire l’importanza di contenuti originali, utili per l’utente bla bla bla…
Una volta completati questi step di ottimizzazione pagine web possiamo finalmente dedicarci a tutto il resto dell’attività seo la quale risulterebbe al quanto inutile se fatta su un sito non search engine friendly.

Come ottimizzare un sito e-commerce

Ottimizzare un sito e-commerce è diverso dall’ottimizzazione di un sito vetrina o di contenuto in quanto è necessario tenere d’occhio diversi aspetti che devono mirare anche a convincere l’utente ad acquistare i nostri prodotti.

Vediamo dunque i punti fondamentali sui quali è necessario lavorare su una pagina di prodotto del nostro sito e-commerce per l’ottimizzazione on page.

Gli aspetti da considerare nell’ottimizzazione di un sito ecommerce

1. Recensioni degli utenti

Sembra assurdo cominciare tra tante cose proprio dalle recensioni degli utenti, ma in realtà per come si è evoluto il web negli ultimi anni questo è probabilmente il primo elemento che un utente cerca per capire se acquistare o meno sul nostro sito.
Avere un feedback degli altri utenti ha due lati positivi, il primo è senza dubbio il giudizio vero e proprio che può influenzare la scelta del prossimo acquirente, e il secondo è che le recensioni sono un ottimo metodo per ottenere contenuti originali sul nostro sito.

Come ottenere recensioni dagli utenti?

  • Utilizza un sistema che automaticamente richieda via email un feedback agli utenti poco dopo la ricezione del prodotto.
  • Offri uno speciale sconto per il prossimo acquisto in cambio di una recensione
  • Non preoccuparti delle recensioni negative in quanto gli utenti diffidano di siti che contengono solo recensioni positive. Ad ogni modo puoi cercare di evitare feedback negativi su prodotti che non ne hanno altri.

2. Video del prodotto

Nell’epoca di youtube avere un video che mostri il nostro prodotto può risultare un valido aiuto sia per quanto riguarda le conversioni, sia per avere più contenuti all’interno della pagina di prodotto.
Un altro vantaggio è che se ottimizzato nel modo giusto il video può comparire nei risultati di ricerca di google attirando l’attenzione degli utenti e battendo senza dubbio la concorrenza.

3. Domande e risposte

Un’altra grande opportunità per i siti di ecommerce sono le “domande e risposte” inerenti ogni singolo prodotto. Come sappiamo i siti di ecommerce hanno da sempre un problema di contenuti, e integrare una sezione di domande e risposte può senza dubbio aiutare anche in questo. Integrare questo sistema può avere diversi vantaggi in quanto gli utenti creeranno con le loro domande dei contenuti unici utili anche al posizionamento long tail e inoltre daranno agli altri acquirenti maggiori elementi che contribuiranno sulla decisione di acquisto.

4. Bottoni social

Sebbene l’utilità della condivisione nei social quando si parla di e-commerce sia dubbia, in quanto l’obiettivo di una pagina di prodotto è quella di vendere non di avere un “tweet” o un “mi piace”, inserire i bottoni social possono essere utilizzati in modo diverso. Si potrebbero utilizzare nella pagina di ringraziamento dopo l’acquisto, oppure per invogliare l’utente a condividere la propria recensione.

5. Velocità della pagina

La velocità di un sito web è sempre stato un fattore fondamentale ma possiamo dire che i Seo se ne sono convinti dopo la dichiarazione ufficiale di Google. Ma al di là di ciò la velocità del sito è un fattore fondamentale per un e-commerce sul piano delle conversioni, in quanto diversi studi hanno dimostrato quando un rapido caricamento delle pagine possa giovare alle conversioni di un sito.

6. Opzioni di ricerca

Idealmente un utente non dovrebbe mai aver bisogno di utilizzare il box di ricerca su un sito ecommerce in quanto dovrebbe essere in grado di trovare ciò che cerca semplicemente navigando all’interno delle pagine.
Tuttavia non sempre questo è possibile e in secondo luogo alcuni utenti preferiscono utilizzare il box di ricerca. Tramite quest’ultimo potremmo estrarre dati rilevanti per migliorare l’organizzazione del nostro sito web. Per avere un buon box di ricerca è necessario tenere presente alcuni aspetti:

  • Assicurati di tenere traccia di ciò che gli utenti cercano attraverso il box
  • Monitora quante persone escono dal tuo sito direttamente dopo la ricerca e cerca di abbassare tale numero
  • Controlla che la ricerca funzioni sia per parole singolari che plurali
  • Fai uscire le immagini vicino ai prodotti nei risultati della ricerca.

7. Evidenziare il richiamo all’azione

Il richiamo all’azione detto “call to action” è essenziale per ogni sito di ecommerce in quanto l’obiettivo finale è vendere e dunque è necessario evidenziare il richiamo “acquista ora” per invitare appunto l’utente a compiere tale azione.

8. Segnali di fiducia

Con il tuo ecommerce stai chiedendo alle persone i dati della loro carta di credito. Per fare in modo che questo avvenga loro hanno bisogno di fidarsi della tua azienda e del fatto che i loro dati siano al sicuro. Dunque questo può essere fatto sia nelle pagine di prodotto che rafforzato nel processo di check out.
Alcuni di questi segnali possono essere messi attraverso loghi e immaginette come “by visa” e ancora “secure code” etc. Dov’è possibile è meglio inserire il link che riporta direttamente al certificato di sicurezza in modo tale che le persone possano verificare l’autenticità di “tali segnali”.

9. Le immagini

Immagini grandi, chiare e di alta qualità sono essenziali per un sito ecommerce. Le foto sono la nostra vetrina online e l’unico mezzo attraverso il quale l’utente può verificare il prodotto da acquistare. Un consiglio utile è anche quello di mostrare il prodotto nel suo contesto e non singolarmente su uno sfondo monocolore. Se stiamo vendendo magliette, sarà meglio mostrarle indossate. Se stiamo vendendo poltrone è meglio mostrarle collocate in un salotto arredato a tema.
Dal punto di vista dell’ottimizzazione seo assicurati che il nome dell’immagine corrisponda ad una descrizione del prodotto e non al codice dello stesso. Aggiungi un alt che descriva il prodotto, e infine crea una sitemap per le immagini da inserire nel webmaster tool di google.

10. Meta title e description
E’ inutile soffermarsi sull’importanza del tag title, ma considerando che parliamo dell’ottimizzazione di un sito ecommerce il quale contiene centinaia di prodotti, è necessario fare in modo che il title venga generato automaticamente magari richiamando il nome del prodotto seguito da un “call to action”.
Stesso  discorso per la description la quale a sua volta dovrebbe essere auto generata e con un richiamo all’azione.

11. Descrizione del prodotto

Sempre richiamando il concetto dell’importanza dei contenuti unici è necessario che ogni prodotto inserito abbia una descrizione unica che si differenzi da quella dei competitors.

12. URL della pagina

Questo è un aspetto molto importante nell’ottimizzazione di un ecommerce che viene spesso tralasciato da molti webmasters. Gli Url delle pagine di prodotto e di categoria devono essere descrittivi e non scritti con linguaggi di programmazione, in questo modo nell’indirizzo sarà presente il nome del prodotto e non un semplice codice inutile sia ai fini seo che dell’utenza. Ad ogni modo c’è da considerare un aspetto importante nella struttura di un Url infatti se sappiamo che un prodotto può rientrare in più categorie, è necessario evitare che nell’url appaia anche il nome della categoria o sotto-categoria perchè altrimenti ci ritroveremmo per quel prodotto delle pagine duplicate.

13. Tag h1

E’ ormai nota l’importanza del tag h1 nell’ottimizzazione di un sito e per un ecommerce è opportuno che il template sia già impostato in modo tale che il nome del prodotto sia in h1.

14. Numero di telefono

Se è possibile fornire ai clienti un numero di telefono sul sito è opportuno farlo in quanto è un altro segnale di fiducia. Se dietro ad un numero di telefono ci sono anche persone che si occupano del customer care meglio ancora in quanto il cliente si sentirà più al sicuro in caso di dubbi e problemi nel funzionamento del sito.

15. Dati aziendali

Molto rilevanti se parliamo di aziende che si basano su un mercato locale in quanto si forniscono a google maggiori dettagli sulla posizione dell’azienda che possono aiutare anche a reperire clienti locali. Inoltre anche l’indirizzo dell’azienda risulta un segnale di fiducia per gli utenti.

E mettendoti nei panni dell’utente cos’altro vorresti da un sito ecommerce?

Meta tag keywords e description: la verità da Matt Cutts

L’importanza del meta tag description e l’inutilità del tag keywords

La prima cosa che insegnano ad un corso seo è l’impostazione dei meta tag nell’head dell’html di un sito. Nonostante siano nozioni lette e rilette c’è ancora chi ha molti dubbi a riguardo e in particolare per quanto riguarda il meta tag keywords.
Sono ormai passati i tempi in cui nell’ottimizzazione di un sito si elencavano decine di keywords nell’omonimo tag ma c’è ancora qualcosa che si ostina a pensare che tale tag serva ai fini del posizionamento. Proprio a dimostrazione del fatto che tale tema è ancora caldo e attuale, Matt Cutts ha dedicato un video proprio all’importanza dei meta tag e in particolare alla domanda “Quanto tempo dovrei spendere sui meta tag, e quali sono quelli importanti?”

Il meta tag keywords

Uno dei punti salienti della risposta di Matt Cutts riguarderebbe proprio il meta tag keywords, infatti egli stesso sostiene che Google non ne fa più uso, così come la maggior parte degli altri motori di ricerca. Quindi cari webmaster se avete ancora dubbi a riguardo ecco la conferma che aspettavamo per ribadire ancora una volta che il meta tag keywords è totalmente inutile.Un’ulteriore conferma viene dal fatto che nella guida per webmaster di Google il meta tag keywords non viene proprio menzionato.

Il meta tag description più importante del title

Se il meta tag keywords risulta inutile, al contrario la description sembra aver acquistato quasi più importanza del title ma dal punto di vista del posiziomento, bensì per quanto riguarda le conversioni. Il meta tag description se scritto in maniera corretta e persuasiva è utile al posizionamento ma soprattutto invoglia l’utente a cliccare sul sito. “Scritto in maniera corretta” significa che naturalmente deve riportare informazioni corrette e non ingannevoli altrimenti può certamente portare ad un click ma non ad una conversione, Il suggerimento di Matt Cutts è quello di testare più description per vedere quali risultano più efficaci in termini di conversioni. Anche qui la guida per webmaster di google ci dà conferma di quanto appena detto infatti nella tabella inerente i meta tag la description viene  addirittura riportata prima del title.

Ecco di seguito il video di Matt Cutts:

In sostanza quindi possiamo dire che il tag keywords è stato ufficialmente abolito e che vale la pena “perdere tempo” sul tag description.

Ottimizzazione siti web: i tag h1 h2 h3

Come si usano i tag html h1 h2 e h3

Sebbene si parli dell’ABC del seo mi capita spesso di vedere in giro ancora siti che utilizzano i tag h1 h2 e h3 in modo inappropriato o addirittura per dare semplicemente uno stile al titolo di una pagina. Quando analizzando un sito per l’ottimizzazione mi ritrovo 6 h1 e 20 h2 all’interno di una pagina capisco che in questi casi non è ancora ben chiaro come debbano essere utilizzati questi tag e quanto siano importanti al fine Seo.
Proprio per tale ragione una rinfrescata sull’argomento non fa mai male e quindi vediamo a cosa servono esattamente questi tag html e come devono essere usati.

Tag h1 html

Il tag h1 è senza dubbio il più importante dal punto di vista Seo in quanto indica al motore di ricerca di cosa sta parlando la pagina in questione e per tale ragione va utilizzato come TITOLO. All’interno di una pagina deve essere presente un solo tag h1 in modo tale da non confondere il motore di ricerca sull’argomento della pagina e dare istruzioni esatte.
Per scrivere un corretto h1 quindi è fondamentale inserire all’interno di esso la parola chiave principale per quella pagina + eventuale altro testo.

Tag h2 html

Anche il tag h2 deve essere presente una sola volta all’interno di una pagina in quanto deve essere utilizzato come “approfondimento” dell’h1 e dunque come sottotitolo.
In questo caso possiamo scrivere una vera e propria frase che però deve naturalmente contenere la parola chiave d’interesse.

Tag h3 html

I tag h3 invece possono essere utilizzati più volte come ulteriori titoli in un testo che magari è diviso in più paragrafi. Anche qui la parola chiave non deve mancare.

Es. di utilizzo Tag html h1 h2 e h3

Se vogliamo fare un esempio concreto prendiamo la parola chiave “guida seo”
<h1>Guida seo per principianti</h1>
<h2>Impara le regole di base con la nostra guida seo</h2>
<h3>Le prime cose da imparare  attraverso la guida seo</h3>

 

L'Indicizzazione sito non è un servizio a pagamento

Cos’è l’indicizzazione di un sito web?

Nel campo del seo è facile fare confusione e chi è del settore si può subito rendere conto dando un’occhiata in giro che di confusione ce n’è davvero tanta! C’è anche da dire che purtroppo c’è chi approfitta della poca conoscenza del settore per vendere ai propri clienti servizi che non sono assolutamente a pagamento come ad esempio l’indicizzazione.
L’indicizzazione di un sito non può essere venduto come un servizio in quanto non è un’operazione che viene fatta manualmente. In pratica l’indicizzazione non è altro che l’inserimento delle pagine del proprio sito negli indici di google. Ciò non ha niente a che vedere con il posizionamento dunque quando si parla di indicizzazione ci si riferisce semplicemente al fatto che google è passato sul tuo sito e ha messo le tue pagine nel suo indice. Questa operazione avviene in automatico, il webmaster o l’agenzia web non deve fare assolutamente nulla per far si che questo avvenga.
Generalmente Google passa in un nuovo sito in poche settimane dalla pubblicazione dello stesso. Per verificare se l’indicizzazione è avvenuta basta scrivere il nome del proprio sito su google e vedere se esce nei risultati o meglio ancora scrivere il seguente comando sempre su google:

site:www.nomesito.it

Se tale ricerca darà risultati vedrete tutte le pagine del vostro sito web che sono state indicizzate, in caso contrario è necessario attendere.
In sostanza quindi diffidate da chi parla di indicizzazione come un servizio e soprattutto da chi chiede un compenso per questo. L’unica cosa che un webmaster può fare è l’inverso vale a dire scrivere nel codice html appositi comandi che indicano a google di non indicizzare tale pagina. Se dunque il vostro sito non viene automaticamente indicizzato dopo un tot di tempo vuol dire che all’interno della pagine ci possono essere appositi tag che danno istruzioni “inverse” a Google.

Penalizzazioni da link: i miti da sfatare

Esistono le famose penalizzazioni da link?

Quale seo non ha mai sentito dire che inserire il link del proprio sito in altri considerati “link farm” potrebbe essere penalizzante per lo stesso? Sicuramente chiunque abbia consultato almeno una volta una guida seo si è ritrovato davanti a questa affermazione, beh questo è un mito da sfatare per quanto riguarda le penalizzazioni di google.
Pensaci bene se questa fosse la verità che senso avrebbe fare un’attività seo per far salire il tuo sito? La strada più facile sarebbe quella di abbattere i siti dei competitors facendoli linkare da siti pieni di link, facendo così un’attività seo al contrario.
Per avere conferma di quanto appena detto c’è proprio un piccolo post nel google support che afferma ciò “Possono i concorrenti danneggiare il posizionamento? Non c’è quasi nulla che un concorrente possa fare per danneggiare il ranking del tuo sito o farlo rimuovere dal nostro indice. Se sei preoccupato per un sito che linka al tuo, ti suggeriamo di contattare il webmaster del sito in questione. Google aggrega e organizza le informazioni pubblicate sul web, noi non controlliamo il contenuto di queste pagine.”

Ma allora perchè le guide seo parlano delle penalizzazionI da link farm?

In un certo senso possiamo dire che ciò che viene affermato riguardo le link farm è vero ma non nel senso in cui lo intendiamo noi. Nel momento in cui un sito viene riconosciuto da google come link farm viene naturalmente penalizzato perdendo valore nel ranking e di conseguenza tutti i siti che sono linkati dallo stesso non avranno più la spinta proveniente dal link in questione il quale a sua volta perderà valore. In sostanza quindi possiamo dire che la penalizzazione avviene sul sito che contiene i link, tutto il resto sono danni collaterali che portano semplicemente alla perdita del valore del link ma non alla vera penalizzazione dei siti contenuti in queste pagine.
In sostanza possiamo dire le penalizzazioni link provenienti da altre pagine non esistono perchè noi possiamo ritenerci responsabili di ciò che mettiamo sul nostro sito ma non di quello che fanno gli altri nel loro… Quindi perchè dovremmo pagare per le azioni altrui?

Tag Title html: come scriverlo correttamente

Cos’è il tag title e come scriverlo

Nonostante gli algoritmi dei motori di ricerca cambino continuamente, il tag title rimane una costante per quanto riguarda il posizionamento di una pagina web.
Tuttavia un tag title deve essere scritto correttamente sia per il posizionamento che per l’utente. Queste sono nozioni lette e rilette e probabilmente le prime che si apprendono nel campo seo, tuttavia un rinfrescata alle idee non fa mai male in quanto si sa che più si apprendono nozioni avanzate e più succede di dimenticare quelle di base.
Vediamo  dunque cos’è un tag title e come scriverlo correttamente!

Cos’è il tag title

Il tag title fa parte dei meta tag inclusi nell’area <head> dell’html di una pagina. Pensa al tag title come il titolo di un capitolo di un libro, esso dice agli utenti e ai motori di ricerca di cosa tratta la tua pagina. Il title tag è anche parte di ciò che fa decidere ad un utente di visitare il tuo sito quando questo appare nei motori di ricerca. E’ fondamentale che il tag title contenga le principali keywords inerenti quella pagina per comunicare appunto al motore di ricerca di che tratta quest’ultima.

<title>Come Scrivere il tag title</title>

Ogni seo ha il suo metodo di scrivere il tag title, ad ogni modo ciò che è necessario ricordare è che va scritto principalmente per l’utente e poi per il motore di ricerca perchè a che serve una pagina ben posizionata se non viene cliccata dall’utente?
Vediamo dunque un elenco di cose da sapere nel momento in cui scrivi un title:

  •  Lunghezza: il tag title deve essere massimo 70 caratteri spazi inclusi in quanto è ciò che il motore di ricerca arriva a leggere, tutto il resto è inutile e controproducente.
  • Posizione delle keywords: la keyword principale deve essere il primo elemento del title mentre quella meno importante l’ultimo.
  • Parole: scrivi le tue frasi in modo breve e conciso lasciando fuori parole inutili come e, ma, se, poi che allungherebbero il title rendendolo simile alla frase di un paragrafo.
  • Nome dell’azienda: molte persone peccano di branding vale a dire quello di insistere con il nome dell’azienda inserendolo all’inizio di ogni title. Se il nome dell’azienda non fa parte delle tue parole chiave, evita di inserirlo o al massimo mettilo alla fine del title.
  • Non duplicare il tag title: ogni pagina deve avere un title diverso dalle altre, mai duplicarlo.
  • Rendilo utile: il tag title va scritto in modo tale che descriva in modo conciso il contenuto della pagina.
  • Keywords stuffing: scrivere un title che contenga molte volte la parola chiave che voglia spingere è controproducente sia dal lato utente che dal lato motore di ricerca infatti come l’utente si rende conto del pessimo “suono” del tag title, così avviene per Google.

Ad ogni modo il miglior modo per trovare la formula giusta per il proprio tag title è sperimentare con diverse pagine vari metodi così da renderci conto di quali pagine siano più efficaci sia al fine del posizionamento che di visite da parte degli utenti.

 

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