Come scrivere un blog in maniera efficace sfruttando i social media

Quando scrivi un post per il tuo blog ti sei mai chiesto se questo è scritto “nella stessa lingua” del tuo pubblico? Se stai usando parole e frasi alle quali esso può relazionarsi? Oppure io tuoi post sono un semplice collage di “paroloni” che solo tu e pochi eletti potete comprendere? Se non usi lo stesso linguaggio del tuo pubblico non fai altro che danneggiare te stesso in diversi modi:

1. La solita solfa: usare “paroloni” oppure termini tecnici preciso non ti renderà diverso dai tuoi competitors. Ciò che ti serve è usare parole che ti aiutino ad “emergere”.

2. Far scappare le persone: se i tuoi lettori trovano le classiche frasi e parole sentite e risentite non faranno altro che cercare qualcosa di originale altrove.

3. Troppa competizione: se stai cercando di battere i tuoi competitors sui motori di ricerca, usare le loro stesse parole non ti aiuterà ne dal punto di vista del ranking ne da quello dei click in quanto la maggiori parte dei tuoi potenziali clienti non ti cercheranno con quei “termini”.

Per fortuna i social ci vengono in aiuto per capire facilmente qual è il tipo di linguaggio che il nostro target di riferimento usa e sul quale puntare. Vediamo dunque come sfruttare i Social Media in questo senso:

Studiare il linguaggio del tuo pubblico sui Social

Il metodo più veloce ed economico per “estrarre” il linguaggio del tuo pubblico è vedere cosa scrivono sui siti social:
Twitter, Facebook, Google+, and LinkedIn: quali parole le persone usano per i tweet o i post su facebook? Sono le stesse che usano per commentare e rispondere ai post? Segui i blogs: potrai scoprire cose ancora più interessanti leggendo i post sui loro blog. Visita i forum: cerca su google i maggior forum del tuo settore, vedi quali domande postano e il linguaggio che usano per rispondere. Inoltre è interessante verificare quale topics genera maggior interesse.
Evita i blog aziendali: come potrai vedere tu stesso le persone non usano termini tecnici e leggere blog aziendali non farà altro che farti imbattere esattamente in quelli. Cerca gli Hashtags di tendenza Sebbene twitter faccia ancora un po’ di fatica a spiccare il volo in Italia è comunque più utilizzato rispetto all’anno scorso e dunque fare uno studio degli Hashtags più popolari può sicuramente dare dei dati interessanti sui termini di ricerca.

Usa gli Insights di Facebook per entrare nella testa dei tuoi lettori

Gli Insights di facebook ti possono aiutare a capire quali sono i contenuti della tua pagina con i quali interagiscono di più e che quindi attirano maggiore interesse. Una volta capito il tipo di linguaggio e di contenuto il tuo audience utilizza potrai scrivere dei contenuti più efficaci che possono portare anche conversioni. Ciò che non dobbiamo dimenticare è che questo tipo di studio va fatto costantemente in quanto come ogni cosa anche il linguaggio dei nostri clienti può mutare nel tempo e richiedere nuovi adattamenti da parte nostra.

Ottimizzazione pagine web: creare una pagina seo friendly

I punti da tenere in considerazione per ottimizzare le pagine web

Si sente spesso parlare di ottimizzazione pagine web, siti seo friendly e così via ma sappiamo davvero come si fa a creare una pagina ad hoc per i motori di ricerca?
Vediamo insieme quali sono i punti da tenere in considerazione per creare una pagina web ottimizzata.
La premessa da fare è che in generale su ogni singolo elemento che andremo ad analizzare ci sono sempre stati dibattiti riguardo il grado d’importanza o meno di ognuno di essi, ma ciò che possiamo dire è che in un certo senso l’ottimizzazione di pagine web è l’insieme di piccoli fattori, a volte anche poco rilevanti, che nell’insieme creano un sito seo friendly.

URL

Sembra scontato eppure analizzando diversi siti web capita spesso di vedere url scritti male, con linguaggi di programmazione, piuttosto che uno che contenga la parola chiave che ci interessa. Quindi la prima cosa da fare è includere la parola chiave nel dominio se possibile, e dare alle singole pagine un nome sensato.

Title e Meta tag

Che siano fondamentali lo sappiamo ma ciò che dobbiamo tenere presente è che devono essere originali e soprattutto unici per ogni singola pagina. Questo in sostanza è il primo step da fare per l’ottimizzazione pagine web.

Ridurre il codice al minimo

Se guardiamo al codice di alcuni siti è facile immaginare come potrebbe essere ridotto e dare allo stesso tempo lo stesso identico risultato alle pagine in questione, ed è proprio quello che bisognerebbe fare durante la creazione di un sito web. Uno dei fattori che negli anni è diventato importante per google è la velocità di caricamento delle pagine web sia perché in questo modo le pagine vengono scansionate, e dunque indicizzate più velocemente, sia per l’utente che ha meno difficoltà a navigare nel sito. Dunque un’operazione essenziale da fare è quello di ridurre al minimo il codice html delle nostre pagine web. Per fare ciò un metodo facile è quello di utilizzare elementi come CSS e Javascript per trasportare “esternamente” alcuni elementi che altrimenti andrebbero messi singolarmente nelle pagine. Passando questi elementi in files esterni l’utente dovrà in un certo senso “caricarli” una volta sola per farli funzionare in tutto il sito, in caso contrario questi si caricherebbero per ogni singola pagina rallentando il sito.

H1-H6

Si è parlato più volte di quanto questi elementi siano importanti nell’ottimizzazione dei siti web e sebbene la rilevanza può essere considerata minima questa si va ad aggiungere alla minima degli altri elementi.
Ciò che non dobbiamo dimenticare è di utilizzare questi tag in modo corretto. Un errore che molti webmaster fanno oggi è quello di utilizzare questi tag per qualsiasi cosa, persino nei link dei prodotti e nel logo! Il che non significa che sia sbagliato ma semplicemente non è utile ai fini dell’ottimizzazione.
Questi tag andrebbero invece preservati per l’area testo e nello specifico utilizzati in questo modo: h1 per il titolo, h2 per il sottotitolo, h3 per un ulteriore sottotitolo e così via. E ciò che non dobbiamo dimenticare è che l’h1 va utilizzato una volta sola in ogni pagina.

Navigazione e Link interni

Questo è uno dei punti fondamentale nell’ottimizzazione di un sito web in quanto se ottimizziamo tutto il resto alla perfezione ma la struttura dei nostri link è sbagliata possiamo dire addio a tutto il resto.
Prima di sviluppare un sito devi avere le idee chiare sulla struttura di navigazione e tutto deve avere una logica. Sii disponibile a modificare la tua idea iniziale se questo vuol dire strutturare il sito sulla base delle keywords e sulla user experience. Due cose essenziali da considerare nella struttura di navigazione è prima di tutto assicurarsi che i motori di ricerca possano seguire i link, e in secondo luogo evitare di fare in modo che il tuo menu di navigazione nell’header o nel footer risulti in ogni pagina come una sitemap.

Contenuti

Questo è uno dei punti “caldi” degli ultimi tempi, specialmente dall’arrivo di Google Panda. Prima di tutto assicuriamoci che i motori di ricerca siano in grado di leggere i nostri testi, il che vuol dire che dobbiamo evitare di nasconderli dietro immagini. E’ inutile poi ribadire l’importanza di contenuti originali, utili per l’utente bla bla bla…
Una volta completati questi step di ottimizzazione pagine web possiamo finalmente dedicarci a tutto il resto dell’attività seo la quale risulterebbe al quanto inutile se fatta su un sito non search engine friendly.

13 tipi di link considerati non naturali

Abbia esaminato ieri come fare link building ora che Google Penguin ha “colpito e affondato” centinaia di siti, e come accennato precedentemente riportiamo oggi le principali tipologie di link che possono essere considerate innaturali da Google secondo Searchengineland.com.

  1. Link da siti non a tema con il nostro: se abbiamo un sito che parla di parrucchieri e Roma e otteniamo un link da un altro che invece tratta di hotel a new york dichiariamo apertamente a Google che quel link non è naturale in quanto non essendoci connessione tra i due argomenti, men che meno dal punto di vista geografico, il link può di certo esser nato spontaneamente.Ancora peggio se il link è messo su un anchor text specifica.
  2. Anchor corrispondenti al title della pagina: se il nostro sito ottiene link verso una stessa pagina, da uno stesso anchor che tra l’altro corrisponde alla parola presente nel “title” e nel titolo vero e proprio della pagina, i link sono considerati innaturali.
  3. Link provenienti da numerosi siti importanti e dello stesso tipo: sappiamo tutti che siti come quelli .edu abbiano una forte autorità e naturalmente se il nostro sito viene linkato da diversi siti di un certo rilievo magari tutti dello stesso argomento, di certo non può aver ottenuto quei link in modo naturale.
  4. Blogrolls: sebbene c’è chi ritiene legittimi i link nelle blogrolls, ottenere 10 volte link in più rispetto ai propri competitors non risulta affatto naturale specialmente se il nostro sito può risultare più carente rispetto a quelli concorrenti.
  5. Domini con pagina “Link”: se la maggior parte dei domini che ci linkano possiedono una pagina denominata “link” chiaramente è altamente dichiarato che i link ottenuti da questi siti non sono naturali.
  6. Molti link da pochi siti: un’altra cosa innaturale è quando si ottengono molti link ma sempre dagli stessi siti.
  7. 82,5% dei tuoi backlinks provengono da prweb.com, prnewswire.com, e / o businesswire.com. Il restante 17,5% dei link provenienti da ezinearticles.com
  8. Sito nuovo molti backlinks: se il nostro sito è stato pubblicato da un mese e ha già migliaia di backlinks è abbastanza improbabile che siano naturali….
  9. Blog Networks
  10. Article Networks
  11. Una submission di massa nelle directory
  12. Siti che ci linkano che non hanno una sezione “chi siamo” oppure “autore” o “contatti”
  13. Blog post di 400-500 parole con 3 link all’interno di cui uno verso il nostro sito e gli altri due a siti tipo i .gov e .edu.

Come fare link building dopo Google Penguin

Consigli per la link building dopo Penguin

Che la link building sia diventata in un certo senso rischiosa  con l’avvento di Penguin è ormai assodato così come anche la sovra ottimizzazione, ma a questo punto la domanda sorge spontanea, come faccio a far salire il mio sito? Ciò che dobbiamo tener presente è che non è che non dobbiamo ottimizzare o fare link building al nostro sito, semplicemente non dobbiamo strafare con il primo caso, e dobbiamo puntare sulla qualità e non sulla quantità nel secondo. Recentemente sia Seomoz che Searchengineland hanno stilato una classifica di link che sono considerati “innaturali” da Google e dunque inefficaci e qualche volta dannosi. Sulla base dell’analisi fatta dai due siti possiamo capire come fare link building nell’era di Google Penguin. Il concetto chiave di questa classifica è molto semplice, in sostanza tutti i link che vengono ottenuti in modo facile e veloce sarebbero da evitare. Infatti sebbene al momento possano anche dare qualche risultato o comunque non far cadere il sito in penalizzazioni, a lungo andare finiranno comunque per “non premiare” dal punto di vista del posizionamento.
I link che vengono premiati dai motori di ricerca sono sostanzialmente quelli difficili da ottenere ovvero link da siti “vivi” ovvero frequentati da persone che finiscono per cliccare sul tuo link perché lo trovano realmente interessante. In sostanza la regola è semplice, vuoi iscrivere il tuo sito nelle directories? Fallo purchè siano directories davvero frequentate e di qualità e non solo perché “è una directory”.
Vuoi mettere un commento ad un blog? Fallo perché davvero hai qualcosa da dire e non solo per piazzare un link al tuo sito! Stesso discorso per i socialbookmark, condividi una notizia se hai davvero qualcosa di utile da segnalare agli utenti e soprattutto scegli dei siti davvero letti e frequentati.

L’article marketing dopo Google Penguin

Cosa dire della questione “article marketing”?
Questo è tutt’oggi uno degli argomenti più discussi per quanto riguarda la link building in quanto c’è chi sostiene che sia penalizzante, chi dice che non serve assolutamente a nulla, e chi sostiene che serve ma solo fino ad un certo punto. Il problema secondo me non è se farlo o meno, ma come viene fatto! Chi fa attività di article marketing solitamente punta sulla quantità e non sulla qualità ma dopo Google Penguin possiamo davvero permettercelo ancora? L’article marketing se fatto in maniera corretta può davvero essere utile ma bisogna comunque definire il concetto di “corretto”. Prima di tutto bisogna partire dalla qualità dell’articolo il quale, com’è stato detto e ridetto, deve contenere informazioni utili per l’utente e non parole messe li giusto per infilarci un link all’interno.
In secondo luogo ciò che dobbiamo valutare sono i siti che scegliamo per la pubblicazione sia a livello quantitativo che qualitativo. Pubblicare lo stesso articolo su centinaia di siti dai contenuti duplicati avrà molto meno valore di un articolo originale su un sito con contenuti solo originali. In sostanza quindi la “regola” è creare contenuti utili, originali pubblicati ognuno su uno o pochissimi siti che a loro volta ospitino solo contenuti di qualità.

Assodate queste regole base sul come fare link building dopo Google Penguin, vedremo in seguito nel dettaglio i link che sono stati classificati come Spam.

Rilevamento di link non naturali che rimandano a...: una strategia di Google?

Com’è accaduto a noi e a moltissimi nostri clienti molto probabilmente molti di voi  avranno ricevuto negli strumenti per webmaster di Google la seguente notifica riguardante il “Rilevamento di link non naturali che rimandano al sito www….”:

Ciò che abbiamo rilevato da subito è che nonostante il messaggio di “avvertimento” di Google i siti in questione non hanno ancora alcuna penalizzazione nel ranking e dunque ci è venuto il sospetto che il messaggio “Rilevamento di link non naturali che rimandano al sito www….” fosse solo una strategia di google mirata innanzitutto ad intimorire chi “ha la coda di paglia” e in secondo luogo per scoprire effettivamente attività black hat che magari il motore non riesce a rilevare automaticamente.
Dando un’occhiata in giro per il web abbiamo scoperto che anche altri hanno fatto le nostre stesse riflessioni, come leggiamo in questo articolo di Searchenginewatch.com.
Come scrive Eric Enge, è difficile dire se questa sia o meno una strategia di Google per smascherare i bad link.
Alla recente conferenza SEO a Brighton, Pierre Far  di Google UK, ha dichiarato che i messaggi di notifica siano tutti generati manualmente. Considerando che oltre 1 milione di sit web hanno ricevuto tale messaggio la cosa sarebbe abbastanza inquietante. Possibile che siano stati inviati manualmente 1 milione di messaggi? La spiegazione potrebbe essere che l’algoritmo di Google abbia rilevato possibili attività sospette che sono state poi revisionate manualmente per proseguire con la convalida del messaggio di allerta.
Ad ogni modo è necessario attendere qualche settimana per vedere se effettivamente i siti che hanno avuto questo messaggio avranno realmente un qualche tipo di penalizzazione.

E voi avete qualche caso concreto di penalizzazione post notifica?

Ottimizzare i contenuti di un sito web

Come realizzare una strategia di contenuti in un sito già esistente

Stabilire una strategia di contenuti per un sito già esistente è un pezzo del puzzle dell’ottimizzazione seo, specialmente considerando i recenti aggiornamenti di Google Panda.

Dal punto di vista dell’ottimizzazione on-page è importante avere un contenuto dedicato alle due parole chiave più importanti per il nostro sito, ovvero quelle con il maggior volume di ricerca.
Vediamo dunque una strategia da utilizzare per ottimizzare al meglio i contenuti di un sito sia per Google Panda che per aumentare il traffico nel nostro sito.

Eliminare le pagine inutili

Prima d’iniziare è necessario stabilire dove c’è bisogno di contenuto e valutare il nostro sito in modo critico stabilendo se ci sono pagine indicizzate che possano risultare inutili.
Alcuni esempi di tali pagine possono essere quelle che sono i risultati di ricerche interne al sito oppure la paginazione dei prodotti.  Nonostante non sia questo il tema principale del nostro post, eleminare queste pagine può essere la fase iniziale della nostra strategia sui contenuti. Per verificare quali di queste pagine risultano indicizzate è sufficiente ricorrere al comando su Google “site:nostrosito.it” ed esplorare i risultati.

Ricerca delle parole chiave per creare e ottimizzare i contenuti

La ricerca delle parole chiave è il passo fondamentale per qualsiasi strategia inerente i contenuti. Naturalmente i metodi di ricerca delle parole chiave dipendono molto dalla grandezza del sito, ma per quanto segue può andar bene per uno di piccole/medie dimensioni.

Presupponendo che abbiamo già risolto i problemi inerenti contenuti duplicati e rimosso pagine inutili, è tempo di rafforzare le pagine esistenti.
Considerando che stiamo investendo sui contenuti del nostro sito, dobbiamo assicurarci che le pagine siano ben ottimizzate sia per le keywords più importanti che quelle secondarie. Naturalmente dobbiamo anche assicurarci di inserire eventuali varianti e sinonimi che possano rafforzare il contenuto della nostra pagina.
Il punto di partenza di questo tipo di ricerca sono gli strumenti per parole chiave come ad esempio SEMRush, SpyFu, e Ahrefs i quali forniscono le parole chiave per il nostro sito e quelli dei nostro competitors. Questi strumenti sono ideali per avere un’idea di quali siano le parole chiave importanti per il nostro sito da inserire nei nostri contenuti. Facilmente resteremo sorpresi non appena ci renderemo conto che la maggior parte dei contenuti del nostro sito non includono tali keywords.
Se non hai del budget da investire nei suddetti strumenti a pagamento puoi sempre utilizzare il Google AdWords Keyword Tool. Tramite questi strumenti non solo possiamo renderci conto di quali keywords importanti mancano nel nostro sito, ma abbiamo la possibilità di avere le parole chiave sulle quali basare eventuali pagine nuove.

Ricerca delle parole chiave attraverso i Competitors

Una volta stabilite quali sono le parole chiave primarie e secondary per il nostro sito, è tempo di andare “a caccia” nei siti dei nostri competitors. Per farlo possiamo sempre utilizzare i tools menzionati per estrarre le principali keywords dai siti concorrenti e paragonarle con le nostre.
Un altro trucco efficace è verificare per quali keywords i nostri competitors hanno attive campagne di PPC.
Una volta completata questa fase, che possiamo considerare forse la più difficile, è tempo di procedere con la strategia di contenuti utilizzando i risultati della nostra ricerca di parole chiave.

Consigli per la creazione dei contenuti

Una volta pulito il sito da pagine inutili e contenuti duplicati, e stabilita la lista di parole chiave da utilizzare, è tempo di creare o ottimizzare i nostri contenuti seguendo delle linee guida generali:

  • Variare il numero di parole tra le varie pagine: per sembrare I nostril contenuti naturali è necessario che la lunghezza di questi, e dunque il numero di parole, sia diversa per ogni pagina del nostro sito.
  • Fare un buon utilizzo di sinonimi: considerando che google sta migliorando sempre di più nel capire le parole e i loro sinonimi è fondamentale utilizzare al meglio quest’ultimi per creare delle buone varianti nelle frasi.
  • Aggiungi valore alle tue pagine: è necessario capire se possiamo aggiungere qualsiasi cosa che possa dare un valore aggiunto alle nostre pagine rendendole più interessanti. Possiamo per far ciò dare un’occhiata a quelle dei nostri concorrenti oppure utilizzare widget e migliorare il template del nostro sito.

Ottimizzazione SEO siti Flash

E’ risaputo che i siti in flash abbiano una forte carenza in visibilità sui motori di ricerca. Il problema è dovuto al fatto che i motori di ricerca non riescono ad estrarre il contenuto testuale, link ed altro dal file Flash.

Come si può ottimizzare un sito Flash per i motori di ricerca?
La risposta è “NON SI PUO’”, almeno fino a quando i crawler non saranno in grado di interpretare, estrarre e classificare tutti i contenuti di un file .swf

Nonostante tutto non c’è da disperarsi, anche se sconsiglio sempre l’utilizzo di un sito in flash, c’è comunque un modo pulito, white hat e riconosciuto dal W3C e di conseguenza accettato dai motori di ricerca, per posizionare un sito in flash esponendo contenuti validi ed indicizzabili per i crawler.
SEO per o siti in Flash

Il metodo consigliato per ottimizzare SEO un sito Flash è l’utilizzo di un DIV , in cui andranno i contenuti o il file flash, e una funzione Javascript che si chiama SWFObject () per rilevare quando i browser sono in grado di visualizzare Flash. Quando viene rilevata una versione appropriata del Flash player, il Javascript inserirà il filmato Flash nel DIV menzionato in precedenza. Mentre la maggior parte dei browser riuscirà a vedere perfettamente il flash, la maggior parte degli spider dei motori di ricerca non saranno in grado di farlo,in questo caso il codice Javascript dovrà riempire il DIV principale con una pagina di contenuto HTML standard con testo, immagini, links e quant’altro ottenendo quindi vantaggi per quanto riguarda l’indicizzazione ed il posizionamento. Con questo piccolo accorgimento l’utilizzo del flash non diventa più un problema insormontabile.
Per gli esperti SEO questa tecnica ricorderà tanto il CLOAKING, tecnica black hat per ingannare i crawler dei motori di ricerca, ma in questo caso specifico, grazie alle linee guida del W3C, è tutto legale e pulito perchè, per usabilità, i contenuti dovranno essere visibili anche per i dispositivi non abilitati per il flash come gli IPHONE i Blackberry ed altri device.

Nonostante questo tipo di approccio sia perfettamente leggittimo e legale, è comunque abbastanza aggressivo e potrebbe indurre in errore i motori di ricerca facendogli sospettare un ipotetico cloacking, quindi un minimo di rischio c’è sempre, anche se sinceramente non ho mai visto siti del genere bannati dagli indici di google.

Un sito realizzato interamente in Flash è comunque molto svantaggio perché non ha una struttura gerarchica della pagina per organizzare i contenuti, i link interni, e titoli univoci delle pagine. Una soluzione è quella di creare pagine HTML distinte per rappresentare ogni Flash “pagina”, e installare il filmato Flash su ognuna delle pagine HTML. In questo modo google vedrà il sito in flash come un semplice sito HTML e ne gioverete sicuramente in termini di posizionamento sui motori di ricerca.

Servizio redazione testi

Gestire i contenuti di un sito web è il lavoro più oneroso in termini di tempo e richiede molta attenzione e sopratutto esperienza nel creare contenuti ottimizzati per i motori di ricerca. Da un anno è nato il servizio TextMarket, un mercatino del testo online. Sul sito è possibile acquistare e vendere articoli,  acquistare recensioni o comunicati stampa su numerosi siti web messi a disposizione dai blogger iscritti. L’interfaccia del sito è molto semplice e riteniamo che sia una vera innovazione per guadagnare facilmente con il proprio blog o per ottenere link in entrata verso il proprio sito commerciale. Textmarket si offre come valido punto di intermediazione tra aziende che vogliono sponsorizzare i propri prodotti o servizi e bloggers interessati a guadagnare facendo quello che gli piace.

Eccovi il link per visitare TextMarket

Verifica ottimizzazione sito web

Doctor SEO è un servizio economico per verificare la qualità del proprio sito web per quanto riguarda l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Lo staff di Doctor SEO analizza in dettaglio il vostro sito web e vi fornisce un report accuratissimo di tutto ciò che non va bene ma la cosa interessante è che vi forniranno anche una spiegazione semplice e chiara per poter risolvere ogni problema incontrato in piena autonomia. Se avete un minimo di dimestichezza con l’HTML o avete realizzato da soli il vostro sito web, doctor seo è la soluzione economica ma di alta qualità per ottimizzare il vostro sito web spendendo una somma ragionevole.

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