13 tipi di link considerati non naturali

Abbia esaminato ieri come fare link building ora che Google Penguin ha “colpito e affondato” centinaia di siti, e come accennato precedentemente riportiamo oggi le principali tipologie di link che possono essere considerate innaturali da Google secondo Searchengineland.com.

  1. Link da siti non a tema con il nostro: se abbiamo un sito che parla di parrucchieri e Roma e otteniamo un link da un altro che invece tratta di hotel a new york dichiariamo apertamente a Google che quel link non è naturale in quanto non essendoci connessione tra i due argomenti, men che meno dal punto di vista geografico, il link può di certo esser nato spontaneamente.Ancora peggio se il link è messo su un anchor text specifica.
  2. Anchor corrispondenti al title della pagina: se il nostro sito ottiene link verso una stessa pagina, da uno stesso anchor che tra l’altro corrisponde alla parola presente nel “title” e nel titolo vero e proprio della pagina, i link sono considerati innaturali.
  3. Link provenienti da numerosi siti importanti e dello stesso tipo: sappiamo tutti che siti come quelli .edu abbiano una forte autorità e naturalmente se il nostro sito viene linkato da diversi siti di un certo rilievo magari tutti dello stesso argomento, di certo non può aver ottenuto quei link in modo naturale.
  4. Blogrolls: sebbene c’è chi ritiene legittimi i link nelle blogrolls, ottenere 10 volte link in più rispetto ai propri competitors non risulta affatto naturale specialmente se il nostro sito può risultare più carente rispetto a quelli concorrenti.
  5. Domini con pagina “Link”: se la maggior parte dei domini che ci linkano possiedono una pagina denominata “link” chiaramente è altamente dichiarato che i link ottenuti da questi siti non sono naturali.
  6. Molti link da pochi siti: un’altra cosa innaturale è quando si ottengono molti link ma sempre dagli stessi siti.
  7. 82,5% dei tuoi backlinks provengono da prweb.com, prnewswire.com, e / o businesswire.com. Il restante 17,5% dei link provenienti da ezinearticles.com
  8. Sito nuovo molti backlinks: se il nostro sito è stato pubblicato da un mese e ha già migliaia di backlinks è abbastanza improbabile che siano naturali….
  9. Blog Networks
  10. Article Networks
  11. Una submission di massa nelle directory
  12. Siti che ci linkano che non hanno una sezione “chi siamo” oppure “autore” o “contatti”
  13. Blog post di 400-500 parole con 3 link all’interno di cui uno verso il nostro sito e gli altri due a siti tipo i .gov e .edu.

Come fare link building dopo Google Penguin

Consigli per la link building dopo Penguin

Che la link building sia diventata in un certo senso rischiosa  con l’avvento di Penguin è ormai assodato così come anche la sovra ottimizzazione, ma a questo punto la domanda sorge spontanea, come faccio a far salire il mio sito? Ciò che dobbiamo tener presente è che non è che non dobbiamo ottimizzare o fare link building al nostro sito, semplicemente non dobbiamo strafare con il primo caso, e dobbiamo puntare sulla qualità e non sulla quantità nel secondo. Recentemente sia Seomoz che Searchengineland hanno stilato una classifica di link che sono considerati “innaturali” da Google e dunque inefficaci e qualche volta dannosi. Sulla base dell’analisi fatta dai due siti possiamo capire come fare link building nell’era di Google Penguin. Il concetto chiave di questa classifica è molto semplice, in sostanza tutti i link che vengono ottenuti in modo facile e veloce sarebbero da evitare. Infatti sebbene al momento possano anche dare qualche risultato o comunque non far cadere il sito in penalizzazioni, a lungo andare finiranno comunque per “non premiare” dal punto di vista del posizionamento.
I link che vengono premiati dai motori di ricerca sono sostanzialmente quelli difficili da ottenere ovvero link da siti “vivi” ovvero frequentati da persone che finiscono per cliccare sul tuo link perché lo trovano realmente interessante. In sostanza la regola è semplice, vuoi iscrivere il tuo sito nelle directories? Fallo purchè siano directories davvero frequentate e di qualità e non solo perché “è una directory”.
Vuoi mettere un commento ad un blog? Fallo perché davvero hai qualcosa da dire e non solo per piazzare un link al tuo sito! Stesso discorso per i socialbookmark, condividi una notizia se hai davvero qualcosa di utile da segnalare agli utenti e soprattutto scegli dei siti davvero letti e frequentati.

L’article marketing dopo Google Penguin

Cosa dire della questione “article marketing”?
Questo è tutt’oggi uno degli argomenti più discussi per quanto riguarda la link building in quanto c’è chi sostiene che sia penalizzante, chi dice che non serve assolutamente a nulla, e chi sostiene che serve ma solo fino ad un certo punto. Il problema secondo me non è se farlo o meno, ma come viene fatto! Chi fa attività di article marketing solitamente punta sulla quantità e non sulla qualità ma dopo Google Penguin possiamo davvero permettercelo ancora? L’article marketing se fatto in maniera corretta può davvero essere utile ma bisogna comunque definire il concetto di “corretto”. Prima di tutto bisogna partire dalla qualità dell’articolo il quale, com’è stato detto e ridetto, deve contenere informazioni utili per l’utente e non parole messe li giusto per infilarci un link all’interno.
In secondo luogo ciò che dobbiamo valutare sono i siti che scegliamo per la pubblicazione sia a livello quantitativo che qualitativo. Pubblicare lo stesso articolo su centinaia di siti dai contenuti duplicati avrà molto meno valore di un articolo originale su un sito con contenuti solo originali. In sostanza quindi la “regola” è creare contenuti utili, originali pubblicati ognuno su uno o pochissimi siti che a loro volta ospitino solo contenuti di qualità.

Assodate queste regole base sul come fare link building dopo Google Penguin, vedremo in seguito nel dettaglio i link che sono stati classificati come Spam.

Rilevamento di link non naturali che rimandano a...: una strategia di Google?

Com’è accaduto a noi e a moltissimi nostri clienti molto probabilmente molti di voi  avranno ricevuto negli strumenti per webmaster di Google la seguente notifica riguardante il “Rilevamento di link non naturali che rimandano al sito www….”:

Ciò che abbiamo rilevato da subito è che nonostante il messaggio di “avvertimento” di Google i siti in questione non hanno ancora alcuna penalizzazione nel ranking e dunque ci è venuto il sospetto che il messaggio “Rilevamento di link non naturali che rimandano al sito www….” fosse solo una strategia di google mirata innanzitutto ad intimorire chi “ha la coda di paglia” e in secondo luogo per scoprire effettivamente attività black hat che magari il motore non riesce a rilevare automaticamente.
Dando un’occhiata in giro per il web abbiamo scoperto che anche altri hanno fatto le nostre stesse riflessioni, come leggiamo in questo articolo di Searchenginewatch.com.
Come scrive Eric Enge, è difficile dire se questa sia o meno una strategia di Google per smascherare i bad link.
Alla recente conferenza SEO a Brighton, Pierre Far  di Google UK, ha dichiarato che i messaggi di notifica siano tutti generati manualmente. Considerando che oltre 1 milione di sit web hanno ricevuto tale messaggio la cosa sarebbe abbastanza inquietante. Possibile che siano stati inviati manualmente 1 milione di messaggi? La spiegazione potrebbe essere che l’algoritmo di Google abbia rilevato possibili attività sospette che sono state poi revisionate manualmente per proseguire con la convalida del messaggio di allerta.
Ad ogni modo è necessario attendere qualche settimana per vedere se effettivamente i siti che hanno avuto questo messaggio avranno realmente un qualche tipo di penalizzazione.

E voi avete qualche caso concreto di penalizzazione post notifica?

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